Accordo Vedrai – RFI: la stazione nord sarà la sede dei volontari
Società
Edoardo Schettino  
10 Marzo 2026
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06:59 Logo Newsguard
La svolta

Accordo Vedrai – RFI: la stazione nord sarà la sede dei volontari

Un edificio non utilizzato dal 2012

OVADA – La stazione nord in fondo a viale Rebora nel Borgo di Ovada diventerà preso la nuova sede operativa di “Vedrai”. L’accordo stipulato dall’associazione di volontariato con Rete Ferroviaria Italiana proprietaria dell’immobile restituirà una destinazione d’uso a un edificio che dal 2012, con la chiusura della linea Ovada – Alessandria al traffico passaggeri, è stato progressivamente dimenticato. Da tempo l’associazione attiva nel campo del sostegno per l’apprendimento degli studenti disabili e affetti da malattie particolari cercava una “casa” più adeguata ai laboratori che i volontari sviluppano quotidianamente.

«Al piano terreno – racconta la presidente Veronica Parodi – avremo un bel salone dove riprendere le attività musicali e motorie, mentre al piano superiore gli alloggi diventeranno le stanze adibite ai laboratori di gruppo e alle attività individualizzate. Siamo consapevoli che i locali hanno bisogno di importanti lavori di ristrutturazione, e le spese non saranno poche. Ogni contributo sarà molto prezioso».

Attualmente l’associazione Vedrai sviluppa quattro laboratori: compromissione del linguaggio, paralisi e disabilità motorie, sindrome down e autismo, psicosi e sindrome Rett. L’utilizzo delle tecnologie innovative e digitali è l’elemento che da sempre caratterizza il lavoro dei volontari. L’associazione oggi ha la sua sede in strada Rebba. Il suo impegno si allarga anche alla vicina Valle Stura.

Sogno impegnativo

L’impegno che l’associazione Vedrai deve fronteggiare è sicuramente importante. I lavori riguarderanno l’impianto elettrico e quello per l’acqua, il riscaldamento dei locali da adibire ai diversi progetti, la sistemazione degli infissi, l’allestimento degli arredi. Ma il peso più gravoso sarà l’abbattimento delle barriere architettoniche che caratterizzano un edificio realizzato con una vecchia concezione. La maggior parte dei locali è collocata al primo piano. Occorrerà quindi installare un ascensore.

Le fonti di finanziamento potranno passare attraverso le donazioni effettuate con il 5×1000 e tramite le iniziative pubbliche che l’associazione ha già previsto: pranzi e lotterie. «Per la città – chiudono dall’associazione – rimane una grande occasione di visibilità e di mettersi in primo piano per l’impegno sui temi della disabilità».

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