Ovadese, ad Acqui la vittoria della svolta. La difesa è il talismano
Sport
Edoardo Schettino  
9 Marzo 2026
ore
07:47 Logo Newsguard
L'analisi

Ovadese, ad Acqui la vittoria della svolta. La difesa è il talismano

Dopo lo 0-1 contro l'Acqui

OVADA – Torna da Acqui con un orizzonte diverso l’Ovadese. La vittoria  ottenuta all’Ottolenghi nel derby salvezza contro la squadra di Malvicino rappresenta quella svolta tanto attesa. Forse per la prima volta dall’inizio della stagione l’Ovadese non ha la testa sott’acqua. La squadra di Carosio a sei partite dalla fine ha otto punti di vantaggio sulla Pro Dronero e addirittura dieci sull’Acqui. Per quel che conta il successo dell’Ottolenghi ha portato anche al sorpasso provvisorio sul Chieri. “Abbiamo dimostrato – ha spiegato l’allenatore ovadese al termine della gara – di essere tornati noi stessi. Lo abbiamo fatto a livello tecnico, tattico e sul piano della volontà”. In campo dopo tanti mesi si è vista la formazione migliore: Mendolia con Bianchi al centro della difesa, Mocerino schierato sulla sinistra. Bosic a fare da frangiflutti in mezzo e Genocchio a dettare i tempi. In avanti è tornato Romei dal primo minuto a fare l’indispensabile lavoro di quantità per tenere su i palloni in arrivo dalle retrovie. La fantasia è invece arrivata da Ottonelli: il giovane trequartista ha azzeccato l’assist decisivo per la rete di Agostini nel corso di una gara in cui ha trovato giocate importanti.

Il resto è arrivato da quella solidità che non è quasi mai mancata. Non è un caso che l’Ovadese abbia subito solo 24 reti: una media di un gol al passivo a partita che è comunque rimarchevole per una squadra di quella zona della classifica.

Vantaggio importante

La gioia dei giocatori dell’Ovadese è esplosa al termine della gara in spogliatoio. Un rito in cerchio che i leader del gruppo ripropongono ad ogni occasione. La squadra ha sofferto tanto dall’inizio della stagione. Prima la constatazione che i piani di inizio anno erano stati spazzati via dalla realtà. Poi la necessità di ridefinirsi nella nuova dimensione. Ed ancora le difficoltà tecniche di una squadra che ha sempre fatto fatica a trovare la rete. “Abbiamo fatto una grande prestazione – ha commentato Carosio al termine – di ritmo e di intensità”.

Non era facile ritrovarsi in fretta dopo la delusione patita nella gara interna contro il Monregale. Il gruppo ha mostrato anche di avere gli attributi. Ora il lavoro non è finito. Serviranno almeno 6-7 punti per mettersi al riparo da sgradite sorprese. Si comincia domenica contro il San Domenico Savio al Geirino. L’Ovadese arriva al rush finale con un piccolo vantaggio da non dissipare.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione