Comuni montani: «L’incontro a Belforte? Un evento di partito»
Dito puntato dei consiglieri Alloisio, De Marco e Figus
BELFORTE – Non è piaciuto a tutti l’incontro andato in scena venerdì a Belforte con la presenza dei sindaci dei comuni inseriti all’interno dell’Unione dal Tobbio al Colma, l’onorevole Riccardo Molinari, l’assessore regionale Enrico Bussalino entrambi esponenti di spicco della Lega. A sollevare il tema sono i consiglieri comunali rappresentanti dell’associazione “Concezione Bene Comune” Sandro Alloisio (Lerma), Roberto de Marco (Mornese) e Alessandri Figus (Belforte). “L’incontro – spiegano i tre – è apparso subito più vicino a una manifestazione di partito che ad un vero momento istituzionale, dato che la legge contestata sulla montagna porta la firma del senatore della Lega Calderoli ed è stata approvata anche da Molinari”.
In primo piano, nel corso dei lavori, la nuova classificazione dei comuni montani introdotti con la legge approvata da Roberto Calderoli e le azioni che la Regione Piemonte intende portare avanti per il sostegno di chi è stato escluso. I consiglieri hanno fatto notare l’assenza dell’assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo il cui contributo poteva essere importante in quello scenario.
Situazione complessa
Alla nuova legge che avrà un riflesso su tanti comuni montani della nostra Provincia si è arrivati dopo mesi di polemiche, rivendicazioni e richieste di correzione di una prima classificazione molto “punitiva” nei confronti dei territori appenninici come quelli a cavallo del confine tra Piemonte e Liguria.
I consiglieri di “Concezione Bene Comune” criticano anche l’atteggiamento tenuto dai sindaci dei comuni inseriti nell’Unione dal Tobbio al Colma. “Il Consiglio dell’Unione Montana – prosegue la nota – lo scorso 28 dicembre, aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno, poi trasformato in delibera, che impegnava il Presidente e l’Unione a collaborare con i rappresentanti delle altre Unioni della Provincia di Alessandria, organizzando rapidamente incontri pubblici per informare la cittadinanza sui contenuti e sugli effetti negativi che la legge 131 del 12 settembre potrebbe avere sui territori. Per garantire il massimo coinvolgimento istituzionale, agli incontri avrebbero dovuto partecipare parlamentari eletti in Piemonte, il Presidente della Regione con i suoi assessori, il Presidente della Provincia e i vertici di Anci e Uncem Piemonte. Questo impegno, tuttavia, non si è concretizzato entro i termini previsti del 31 gennaio, trasformandosi invece in un incontro “riservato” ai sindaci e soprattutto con una sola parte politica rappresentata.
E ancora “Non è sufficiente che il Presidente Coco si giustifichi dichiarando che erano invitati solo i sindaci, o che affermi che il tema sarà affrontato in un successivo incontro aperto a tutti i soggetti (consiglieri e rappresentanti delle altre Unioni vicine) quando saranno definiti con maggiore precisione”.