Gorzente e Piota, c’è l’elenco delle aree da ripristinare
Società
Edoardo Schettino  
13 Febbraio 2026
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08:14 Logo Newsguard
Il documento

Gorzente e Piota, c’è l’elenco delle aree da ripristinare

Concordato dal Parco con Iren

CASALEGGIO BOIRO – Sono sette le località inserite nell’elenco stilato in vista del ripristino delle sponde dei torrenti Gorzente e Piota e dell’eliminazione dei fanghi e limi depositatisi durante i lavori di manutenzione straordinaria portati avanti da Iren sull’invaso principale della Lavagnina. A indicare nel dettaglio i punti è il Comitato nato nel 2024 per tutelare le aree messe a repentaglio dagli sversamenti. L’elenco è stato ultimato dopo i recente sopralluoghi indicati anche nel corso dell’incontro andato in scena tra le parti in Provincia. Nel dettaglio di tratta di: Lago Mulino e Cravaria nel territorio del comune di Casaleggio Boiro, Masino, San Pantaleo, Lago delle Streghe, Lago dell’Acqua Buona, Lago del Mulino nel territorio di Lerma. L’intervento dovrà essere portato avanti con urgenza in vista della stagione estiva 2026.

«L’11 febbraio – si legge nella nota diffusa dal Comitato per la Tutela di Gorzente e Piota – il dettaglio degli interventi necessari è stato illustrato dalle Aree Protette dell’Appennino Piemonte ad Iren. Quest’ultima ha espresso condivisione sull’approccio adottato e si è riservata di analizzare nel dettaglio le proposte al fine di pervenire in tempi brevi a soluzioni progettuali da sottoporre alle necessarie richieste autorizzative».

Situazione in divenire

Il nodo dei tempi rimane prioritario per il ripristino di Gorzente e Piota. Già nei mesi scorsi il Comitato aveva lanciato l’allarme sul rischio di veder compromessa la terza stagione estiva consecutiva. L’argomento era stato toccato a fine 2025 anche dall’assessore regionale Enrico Bussalino che aveva parlato della necessità di tutelare l’economia di territori di grande valore ma fragili. Alcune delle località indicate nel piano ricadono all’interno del Sito della Rete Natura 2000 “ZSC IT1180026 – Capanne di Marcarolo”, mentre altre ne sono esterne.

Prudente la posizione del comitato. «Tali interventi non rappresentano l’azione conclusiva richiesta né cancellano le responsabilità di IREN, ma costituirebbero finalmente un’azione concreta, capace di dimostrare la reale volontà dell’azienda di contribuire al recupero di una delle principali — e in molti casi uniche — fonti di sostentamento per il territorio. Riteniamo che queste proposte rappresentino un primo e necessario ripristino delle originarie condizioni dei torrenti, indispensabile per salvaguardare l’attrattività  turistica del territorio da realizzare con urgenza per poter poi proseguire con il ripopolamento della fauna ittica che al momento è ancora gravemente compromessa».

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