Il procuratore Cesare Parodi, il sostituto commissario Giorgio La Piana e l'agente scelto Salvatore Stellato
Cronaca
Massimo Brusasco  
10 Febbraio 2026
ore
14:06 Logo Newsguard
Il caso

Alessandria, le truffe online con ragazze avvenenti

L'allarme lanciato da procuratore e Polizia postale. Come prevenire. Molti i casi. Un alessandrino ha perso 285mila euro

ALESSANDRIA – Le truffe online hanno un’esca che si chiama avvenenza. Finisci in un sito dove ragazze appariscenti, quasi sempre dell’Est, ammiccano come solo loro sanno fare (si fa per dire, ma è per capirci)., tu cadi nella trappola e, anziché trovarti avvinghiato con chi ti promette paradisiache emozioni più probabilmente versi soldi a un suo inesistente parente prossimo che, “poveretto, si trova in momentaneamente in difficoltà economiche”.

Ma questo è solo uno dei tanti metodi “prosciuga conto”, di cui molto spesso sono vittime persone dalla sessantina in su, propense a giocarsi ancora qualche carta, prima che l’anagrafe abbia il sopravvento.

 

Truffe online e conti esteri

E’ un dei tanti metodi, appunto. Perché risulta infinito il mare in cui sguazzano truffatori  (gettonate anche le proposte di personaggi dello spettacolo dell’economia o della politica, la cui voce è riprodotta con l’intelligenza artificiale). I balordi, si sa,  sono sempre un passo avanti rispetto a chi deve contrastarli, ad esempio le forze di Polizia che, quando sono avvisate della beffa da parte di chi l’ha subito, non possono fare altro che constare che il denaro versato è finito su conti di Paesi stranieri con cui, magari, l’Italia non ha rapporti bilaterali. Significa, per farla breve, che qui soldi si sono volatilizzati così come la speranza di poterli recuperare.

Il poco idilliaco quadretto delle truffe informatiche è stato dipinto stamani, in Procura ad Alessandria, dal procuratore Cesare Parodi, dal sostituto commissario Giorgio La Piana della Polizia che si occupa di sicurezza cibernetica (l’ex Polizia postale) e dall’agente scelto Salvatore Stellato. I tre hanno chiesto aiuto agli organi di informazione per far passare agli utenti un messaggio chiarissimo: “Col mondo di internet non esistono guadagni facili”.

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Anzitutto diffidare

Dunque bisogna “assolutamente diffidare” di chi fa proposte che sembrano parecchio vantaggiose, ed è necessario pure porsi domande, ricordando sempre che le banche e la Posta usano metodi “tradizionali e garantiti”,  che dovrebbero essere distinguibili da quelli dei truffatori. I quali però, come noto, hanno capacità persuasive e abilità tecnologiche tali per cui cadere nel tranello è piuttosto facile. Specie se si è vulnerabili, sprovveduti o inclini a quel “guadagno facile” che non esiste nemmeno nel mondo della fiabe.

Senza addentrarci nei dettagli dei metodi utilizzati, queste righe servono per fare capire che è meglio essere sospettosi e che una telefonata in più alla Polizia (i numeri da chiamare sono 0131 302254 oppure 0131 302365) può essere decisiva.

 

“Figurati se a me…”

Lo sarebbe stata anche per quell’alessandrino sulla sessantina che, dopo avere conosciuto una ragazza su Facebook, s’è fatto talmente abbindolare che ci ha rimesso 285mila euro. E lo sarebbe stata pure per i tanti, troppi che cercando infine di riottenere il denaro perduto sono stati convinti da altri truffatori che si erano definiti specializzati nel recupero crediti. Della serie: la toppa è peggiore del buco.

Inoltre, va detto che i proventi di queste truffe finiscono spesso alla criminalità organizzata, e che molti non denunciano per vergogna e che altri, credendosi immuni (“ma figurati se a me…”), negano l’evidenza palesata da un conto corrente prosciugato. La verità, molto spesso, è brutta da accettare.  La questione si aggrava con le criptovalute, con il fishing che non passa di moda e altre diavolerie sempre in aggiornamento.

Dato significativo: nel 2025, la Polizia postale di Alessandria ha accolto 26 denunce da parte di vittime del trading online: tutte insieme hanno perso 346mila euro.

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