Lina Alloisio Sultana, la città saluta il suo esempio di impegno
Scomparsa qualche giorno fa
OVADA – E’ stata per tutta la vita un esempio di passione e impegno civile Lina Alloisio Sultana scomparsa qualche giorno fa. L’omaggio riservatole dall’Anpi rappresenta il tributo più significativo alla parabola di una figura che ha dato un senso alla sua esistenza nelle battaglie per le conquiste sociali e la giustizia. La città le riserverà l’ultimo saluto questa mattina, lunedì 9 febbraio, dalle 10.30 presso la Parrocchia dell’Assunta.
La sua testimonianza più importante rimane “Nulla si perde davvero”, il piccolo volume pubblicato qualche anno fa nella collana coordinata dall’Accademia Urbense in cui l’autrice ripercorre uno snodo fondamentale della vita della città tra la fine della guerra, il ritorno alla democrazia e la fase della ricostruzione. “Lina Alloisio Sultana è stata per tutti chiaro esempio di impegno civile, di entusiasmo, di partecipazione, di cultura – spiegano dall’ente culturale che conserva e tramanda la storia della città – Siamo onorati di aver accolto il suo libro tra le tante pubblicazioni”. Lina Alloisio Sultana aveva 93 anni.
“L’esperienza vissuta nei primi anni della sua vita – spiega la figlia Antonella – l’ha portata ad essere interessata al bene collettivo per tutta la sua vita. In politica ha fatto politica nel Partito Repubblicano, si è impegnata su molti fronti. Ha sempre fatto tutto con grande passione ma con spirito di servizio. Credeva nell’impegno ma con grande passione. La prima parte della sua vita le aveva insegnato l’importanza di essere parte della comunità”. Tra gli impegni portati a termine, fu tra i promotori dell’iniziativa che portò all’approdo in città del Liceo Scientifico.
Cordoglio comune
“Lina Allosio Sultana era parte di una famiglia che ha pagato a caro prezzo la propria avversione al regime”. Così la ricorda lo storico Paolo Bavazzano che dell’Accademia Urbense è un motore infaticabile. Era la quarta di sette figli: Stefania, Sergio, Remo, Mauro, Marika e Nadia. La sua infanzia fu irrimediabilmente segnata dalla presenza del padre Giovanni, fondatore nella propria abitazione della sezione locale del Comitato di Liberazione Nazionale. Il suo nome di battaglia era “Luigi”. A cantare le sue gesta fu qualche anno fa il cantautore Giampiero Alloisio con lo spettacolo “Luigi è stanco”. “Tutta la famiglia – aggiunge Bavazzano – abbracciò gli ideali di pace e di libertà facendosene continuamente sostenitrice, dandone un esempio imperituro”.
Un capitolo a parte merita l’attività rivolta ai giovani. Con il marito Ugo fu tra i fondatori dell’Atletica Ovadese e della Pallavolo Ovada. La coppia portò i Giochi della Gioventù in città collaborando con gli insegnanti di educazione civica attivi negli anni ’70. Per un certo periodo è stata anche membro del consiglio direttivo della Scuola di Musica in un periodo in cui l’ente ampliò i corsi diventando un punto di riferimento.
“Lina ha rappresentato un punto di riferimento importante per tutta Ovada – il ricordo di Sabrina Caneva, assessore alla Cultura – La ricordo sempre presente a tutte le iniziative, soprattutto quelle dell’ANPI, con il suo entusiasmo e il suo sorriso. Lina è una di quelle straordinarie donne ovadesi dalle quali ho avuto la fortuna di imparare tanto. C’è una foto che sono andata a cercare in questi giorni e che rappresenta l’autenticità di Lina. Siamo alla festa della Pace del 2006, al Parco Pertini, e ci sono tre meravigliose donne che cuciono sulla bandiera la scritta “Ovadese terre di Pace”: sono Maria Ravera, Ivana Comaschi e Lina Sultana. Tre donne che hanno scritto la parte più bella della storia della nostra città. Ed è sul loro esempio che dobbiamo proseguire”.