Gruppo Scout: varato il piano educativo per il triennio 2026 – 28
Presentato dopo la redazione del documento definitivo
OVADA – Relazioni, autonomia, fede, essenzialità, avventura. Sono le cinque aree individuate dal “Progetto Educativo 2026 – 2028” elaborato dalla Comunità Capi del gruppo Scout “Ovada 1″. Il documento è stato presentato alla fine della scorsa settimana. Un progetto integrato e articolato quello che ha portato alla stesure delle linee guida essenziali. Il punto di partenza è stato rappresentato dalla riflessione maturata per diversi mesi sui risultati evidenziati da questionari anonimi indirizzati a genitori e ragazzi del gruppo scout e corroborati dalle esperienze nelle diverse unità. Sullo sfodo un gruppo che nella sua totalità può contare su 184 elementi.
Il Gruppo Scout “Ovada 1” è infatti composto da 157 ragazzi dagli 8 ai 21 anni, ripartiti nei due branchi di Lupetti (50 bambini dagli 8 agli 11 anni), due Reparti (60 ragazzi dai 12 ai 15 anni) e due Clan (47 ragazzi dai 16 ai 21 anni). La Comunità Capi è composta da 27 capi, di cui 3 Padri Scolopi in qualità di Assistenti Ecclesiastici.
La serata è stata arricchita dai contributi dei numerosi genitori partecipanti, del direttore del Consorzio Servizi Sociali, Gianni Zillante, ha richiamato l’esigenza di fare rete tra le diverse agenzie educative del territorio e ricordato l’importanza degli Scout in questo ambito. Il parroco don Maurizio Benzi, dal canto suo, ha sottolineato come l’esperienza di fede si trasmetta principalmente ed efficacemente attraverso testimoni credibili.
Scelte precise
Il gruppo Scout “Ovada 1” ha messo nero su bianco le linee guida dell’attività dei prossimi anni. L’area delle relazioni è stata individuata perchè a fronte di interazioni serene in famiglia e con gli amici, si riscontra particolare difficoltà nei rapporti con gli insegnanti, nella condivisione del proprio vissuto con gli altri e nel rispetto delle regole. La Comunità Capi ritiene di provvedere creando un ambiente sereno e favorendo momenti di condivisione all’interno delle attività. Una maggiore autonomia da parte dei ragazzi riguarda la possibilità di raggiungere una migliore gestione di sé e delle proprie cose. Sul fronte della fede è stata rilevata una difficoltà a vivere i luoghi comunitari, come la Messa, la catechesi, l’ascolto del Vangelo. Parimenti si riscontra particolare apertura nei confronti di testimoni significativi. La Comunità Capi intende intensificare la propria formazione in questo ambito così delicato.
L’essenzialità è l’elemento caratteristico dell’educazione Scout. In quest’ambito è utile aiutare i ragazzi a compiere scelte consapevoli nelle priorità della loro settimana e, durante le attività, coinvolgerli nella progettualità, condividendo anche i criteri sull’utilizzo delle risorse materiali.
L’avventura rimane l’elemento base dell’educazione Scout, che permette ai ragazzi di vivere l’ambiente, l’impegno, la fatica, la gioia di realizzare e di scoprire la loro relazione con il territorio e tra loro. La Comunità Capi si impegna ad intensificare le uscite sul territorio e proporre attività sfidanti all’aperto.