La San Vincenzo lancia l’allarme: “Povertà in crescita in città”
Per l'attività del 2025
OVADA – Ogni mercoledì mattina sono gremiti i locali della sede della San Vincenzo in via Piave. Il 2026 è iniziato sulla falsariga dell’anno passato: un crescente numero di persone da assistere perchè in condizioni di disagio economico pronunciato. “La povertà aumenta – sottolinea la Presidente Nadia Allosio – le esigenze diventano impellenti. Stiamo fronteggiando situazioni che solo qualche anno fa non avremmo immaginato”. Le esigenze sono facili da immaginare: cibo, vestiti. Ma anche la difficoltà a pagare le bollette, specie nel periodo invernale in cui il riscaldamento e l’elettricità pesano sui bilanci.
Nel 2025 l’associazione, che opera in città da ben 177 anni, ha aiutato 81 nuclei famigliari con Isee inferiore a 10.140 euro. Il totale delle persone ammonta a 201. A queste si aggiungono altri dieci nuclei famigliari che si avvicinano agli sportelli con minore regolarità.
Scenario complesso
L’impegno della San Vincenzo a sostegno dei più poveri rappresenta un tassello importante nel panorama del volontariato sociale nella nostra città. L’associazione ovadese ha radici lontane: la nascita risale dall’8 dicembre 1849. I generi alimentari distribuiti arrivano dalla raccolta che le volontarie effettuano presso i punti vendita della grande distribuzione con i quali sono stati stilati accordi: Bennet, Coop, Lidl. Nel 2025 sono stati distribuiti 1.786 i pacchi confezionati. “Non bisogna pensare – prosegue Alloisio – che aiutiamo solo stranieri. La presenza di famiglie italiane è tangibile e in crescita.
L’associazione collabora anche con il Banco Alimentare di Novi Ligure e si avvale dei proventi della Colletta Alimentare effettuata ogni anno negli appuntamenti prestabiliti. Importante anche il supporto del Consorzio Servizi Sociali.