Memoria, una mostra racconta lo sterminio dei disabili in Germania
Cultura & Spettacoli
Patrizia Pesce  
25 Gennaio 2026
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07:00 Logo Newsguard
L'iniziativa

Memoria, una mostra racconta lo sterminio dei disabili in Germania

Dal 2 febbraio

OVADA – Aprirà uno squarcio dolente ma importante sulla persecuzione andata in scena in Germania dal 1939 di adulti e adolescenti disabili la mostra in programma a Ovada nell’ambito della Giornata della Memoria 2026. L’iniziativa, curata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Ovada, si avvale della collaborazione della sezione cittadina di Anfass e dell’associazione Vedrai, da anni attiva in città nel supporto di studenti e giovani disabili fisici e affetti da malattie rare. La mostra sarà allestita nella saletta di Palazzo Maineri in piazza Cereseto. L’inaugurazione è prevista per lunedì 2 febbraio alle 16.

I 60 pannelli che la compongono racconteranno nei dettagli la cosiddetta Aktion T4, lo sterminio da realizzare verso bambini tedeschi disabili e persone adulte ricoverate negli allora manicomi della Germania. “In questi anni – ha spiegato Sabrina Caneva, assessore alla Cultura del Comune di Ovada – non abbiamo mai toccato questo tema. Ci è sembrato utile raccontare una storia davvero terribile che deve rappresentare un monito”. Si stimano in 300.000 le persone disabili eliminate con questa azione. La mostra sarà visitabile fino al 15 febbraio. Orari: ogni giorno tra le 16 e le 18. Sabato e domenica dalle 9.30 alle 11. 30.

Memoria necessaria

La Giornata della Memoria ha portato la città a confrontarsi con la storia del XX Secolo. “L’obiettivo terribile dell’operazione – racconta Pietro Moretti, fondatore e animatore di “Vedrai” – era quello di pulire il sangue dei tedeschi. Si stesero liste di neonati e bambini disabili e liste di malati di mente, cui concedere la morte per grazia ai malati considerati incurabili”.

L’operazione fu in qualche modo una prova generale in vista della soluzione finale. Nel disegno crudele di Hitler il risparmio in spesa sanitaria avrebbe anche sostenuto la Germania in procinto di invadere la Polonia. A dirigere e ad operare non erano i militari ma gli psichiatri e i medici di famiglia. Oltre 500 medici si prestarono a questo inganno mostruoso. Vennero allestiti 22 consultori per visitare e poi ricoverare bambini segnalati con malattie ereditarie. Si escogitarono trucchi per portare via i bambini alle famiglie e sopprimerli.

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