Sanità e territorio, l’assessore Riboldi si confronta alla Soms
Lunedì 19 gennaio
OVADA – C’è il nuovo piano socio sanitario della Regione e ci sono le questioni che riguardano più squisitamente la sanità sul territorio dell’Ovadese. Ad illustrarle sarà l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi nell’incontro in programma lunedì 19 gennaio, dalle 21, presso la sede della Soms di via Piave 30. “Dalla medicina territoriale al nuovo piano sociosanitario: le prossime sfide della sanità ovadese” il titolo della serata. Il confronto dovrà necessariamente partire dai tempi aperti sul territorio: il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di via Ruffini per il quale è in fase di progettazione, da parte dell’Asl Al, la progettazione dopo l’accantonamento del disegno oraginario, la possibilità che le ambulanze del 118 possano portare in via Ruffini almeno i casi a più basso indice di complessita.
E poi ancora la necessaria prevenzione diffusa su un territorio in cui l’età media molto elevata porta ai tipici problemi di cronicità connessi con questa fase della vita.
Fase in divenire
Di sanità e territorio si sta occupando anche la commissione istituita dal sindaco di Ovada Gianfranco Comaschi. Ne fanno parte amministratori locali e rappresenti del mondo sanitario. In primo piano le tematiche da sempre sotto i riflettori per un territorio che negli ultimi anni ha visto allontanarsi i servizi sanitari essenziali. Non è solo un problema del centro zona ma di un’area più vasta di piccoli paesi che si ritrovano scoperti.
A seguire la situazione anche il mondo del volontariato rappresentato dall’Osservatorio Attivo. L’associazione, per bocca del presidente Padre Ugo Barani, si è spesso sbilanciata chiedendo risposte. Nel nuovo piano socio sanitario si parla anche di Ospedali di comunità, un esperimento già tentato in città tra il 2019 e 2020 grazie alla gestione integrata del personale ospedaliero e dei medici di famiglia.
L’esperimento di valorizzazione della sanità sul territorio fu bruscamente troncato con l’ingresso nella fase più difficile legata all’emergenza generata dal Covid1-19 nei primi mesi del 2020.