Centro storico, il piano regolatore dovrà spingere al recupero
Revisione imminente
OVADA – Focus sul centro storico. Chi cammina per le vie della parte vecchia della città ammira la bellezza di un patrimonio architettonico invidiabile ma non può non notare anche alcune evidenti criticità. Il 2026 potrebbe essere l’anno in cui avviare un processo che porti alla loro eliminazione. «Il prossimo anno – ha spiegato di recente Mario Esposito, assessore all’Urbanistica del Comune di Ovada – inizieremo a parlare di piano regolatore. Non si tratta solo adeguamento alle norme più recenti. Pensiamo a una revisione. Non sarà un processo immediato richiederà un periodo prolungato». Tra gli obiettivi c’è anche facilitare e spingere il recupero del patrimonio privato, tra gli aspetti da mettere sotto i riflettori.
«La proprietà è un onore ma prevede anche degli obblighi. Non si tratta di imporre ma di accompagnare in un percorso». Così il sindaco di Ovada, Gianfranco Comaschi, si è sempre aspetto a proposito di quegli edifici del centro ancora da rimettere a posto. Fra questi anche alcuni palazzi che hanno fatto la storia e rappresentano un valore identitario per tutta la città. La situazione in questo senso è migliorata negli ultimi anni. Anche il recupero di Palazzo Borgatta, affacciato contemporaneamente tra piazza Assunta e piazza Garibaldi.
Questione di lungo corso
Alle porte del centro storico c’è il quartiere delle Aie, parzialmente recuperato dall’omonima società ma mai realmente terminato. Nel prossimo anno Palazzo Delfino punta a entrare in possesso delle aree destinate a diventare pubbliche, in particolare i parcheggi concortati nell’ambito del piano. Nel corso dell’anno l’amministrazione si è affidata a due consulenti. Per le questioni tecniche è stato incaricato l’ingegnere alessandrino Giorgio Laganà. Per gli aspetti legali l’avvocato genovese Riccardo Maoli. L’obiettivo generale resta arrivare al termine di una vicenda che dura da anni. Il recupero di quelle aree di sosta potrebbe essere una spinta per liberare piazza Garibaldi e piazza San Domenico oggi occupate da aree di sosta a pagamento. L’indirizzo espresso più volte è quello di una progressiva pedonalizzazione, altri tema affrontato solo in parte.
Sul tema della riqualificazione è in forse il restyling delle vie accanto alla Parrocchia dell’Assunta: l’intervento doveva essere finanziato dal contributo della Regione nell’ambito dei Distretti del Commercio. Ma il progetto non è stato accolto. La medesima operazione negli anni scorsi era servita per rimettere a posto via San Paolo, porta principale del centro ancora aperta al traffico specie nelle ore mattutine. Si cerca anche una soluzione proprio per piazza San Domenico, l’altra area mercatale ancora da riqualificare.