A26, dal 7 gennaio tutto più complicato per la circolazione
Si chiude la finestra natalizia
OVADA – E’ un 2026 che si apre mettendo sul tavolo tutte le vecchie questioni che riguardano l’A26. Anche per il tratto di autostrada che unisce basso Piemonte e Liguria è agli sgoccioli la cosiddetta “tregua di Natale”, l’alleggerimento previsto sul fronte dei cantieri per facilitare gli spostamenti durante le feste. La situazione riguarda l’intera rete della Liguria. Terminato lo stop per il periodo delle feste riecco i cantieri che costringono liguri e non a continue gimkane tra cambi di carreggiata, restringimenti e chiusure notturne. Su quest’ultimo fronte la situazione, almeno per la settimana appena iniziata, rimarrà tranquilla: non sono infatti previste chiusure o limitazioni fino a domenica prossima.
Ma nel frattempo si pensa già a cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi con una viabilità che tra le due regioni rimane a tratti difficile e faticosa. L’ulteriore ripercussione è sul fronte della sicurezza come dimostrato dal tragico incidente serale di qualche giorno fa. La soluzione adottata in questi mesi dopo l’accordo tra Regione e Aspi è stata quella di assicurare due corsie anche per mezzo di uno scambio di carreggiata. Ma non tutto è andato come era stato pianificato.
Scenario da valutare
Per chi utilizza quotidianamente l’A26 la vita è cambiata dopo il 2019. In quell’anno il tratto autostradale è entrato “nel tunnel” di verifiche e cantieri che ne hanno fortemente ridotto la percorribilità. Il 2025 da questo punto di vista ha messo in evidenza un alleggerimento, ancorché parziale, dei disagi. Sulla A26, nei prossimi mesi, è prevista la riduzione a due corsie tra l’allacciamento con la A10 e Masone (km 2 e 3), tra Masone e Ovada (km 15 e 19), corsia deviata con cambio di carreggiata sempre tra Masone e Ovada (km 17-20), riduzione a due corsie tra Masone e Ovada (diversi cantieri tra i km 20 e 28).
Il provvedimento si inserisce in quelli disposti per l’intera rete autostradale che gravita attorno a Genova. Un problema in più per la Liguria e per i sistemi economici che gravitano attorno al capoluogo.