Aree Protette, prima seduta con il neo presidente Caviglia
Politica
Edoardo Schettino  
12 Dicembre 2025
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06:57 Logo Newsguard
Il rinnovo

Aree Protette, prima seduta con il neo presidente Caviglia

Dopo un anno di polemiche

BOSIO – Entra di fatto nella piena operatività il nuovo direttivo dell’ente Aree Protette dell’Appennino Piemontese nominato qualche settimana fa dalla Regione Piemonte. Come è noto, a presiederlo sarà Paolo Caviglia, avvocato. Ne farà parte anche Gianni Repetto, ex presidente del parco Capanne di Marcarolo, candidato proposto dal territorio sul quale però non è stata raggiunta l’unanimità. La prima seduta del nuovo organo è in programma per lunedì 15 dicembre, dalle 18. Sarà il neo presidente a dover illustrare l’indirizzo che vorrà imprimere alla sua attività dopo aver raccolto il testimone dal predecessore Danilo Repetto, prima presidente e poi commissario dell’ente di tutela.

A fornire un’indicazione è stato, subito dopo la nomina, l‘assessore regionale competente Paolo Bongioanni che ha formulato l’auspicio di “una nuova fase di lavoro e di coordinamento – ha spiegato l’assessore – in cui vogliamo interpretare il patrimonio rappresentato dai parchi piemontesi non come strumento di pura conservazione, ma come straordinaria opportunità e strumento di sviluppo del territorio”. Con Caviglia e Repetto collaboreranno Gianni Chiesa, indicato da Carrega Ligure, e Giacomo Briata, in rappresentanza delle associazioni ambientaliste. Manca ancora il rappresentante designato dalle associazioni di categoria dell’agricoltura.

Travaglio recente

L’elezione del nuovo direttivo dell’ente Aree Protette dell’Appennino Piemontese è arrivata dopo molte discussioni e polemiche. Con il decreto di nomina è stato possibile anche consultare l’elenco dei candidati. Gli altri candidati erano Enrico Fornasiero, Marco Pestarino e Alfio Mazzarello, Marco Moro consigliere uscente,  Evaldo Pavanello, Benedetto Nicotra già sindaco di Santena e Alessandro Figus, attuale consigliere di minoranza a Belforte. “Molte problematiche sono stati legate alla mancanza di trasparenza e irregolarità procedurali – ha commentato quest’ultimo – Qui hanno sbagliato in molti. I sindaci che non conoscevano nemmeno i candidati alla presidenza. La nostra zona, ancora una volta, ne esce sconfitta anche perché il problema non è chi fa il Presidente ma il programma che avrà il Presidente e di questo nulla si conosce”.

Necessariamente il primo tema da affrontare sarà quello della Lavagnina e dell’attuale condizione dei torrenti Gorzente e Piota.

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