Allo Splendor “Roma città aperta” per celebrare la Liberazione
OVADA – È considerato il capolavoro di Roberto Rossellini “Roma città aperta”. La versione restaurata sarà proiettata questa sera, mercoledì 2 aprile dalle 21 presso il cinema-teatro Splendor di via Buffa a Ovada nell’ambito di “Cinema di Resistenza”, la rassegna organizzata in collaborazione dall’assessorato alla Cultura del Comune di Ovada e dalla sezione cittadina di Anpi. L’obiettivo è celebrare l’80° anniversario della Liberazione con un programma di iniziative che prevede incontri di approfondimento, musica, momenti ufficiali e celebrazioni in città. L’appuntamento di questa sera è il secondo di tre con la proiezione del classico per eccellenza nel neo realismo italiano.
Lo scorso 20 marzo è stato proiettato “La notte di San Lorenzo”, girato dai fratelli Paolo ed Emilio Taviani. Il prossimo appuntamento è previsto giovedì 10 aprile con “Il partigiano Johnny” tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio e molto apprezzato dagli ovadesi per la presenza nel cast di Fausto Paravidino e di Franco Ravera. “Vogliamo ricordare – ha spiegato l’assessore alla Cultura, Sabrina Caneva, spiegando il senso dell’iniziativa – il momento fondante dell’identità del nostro Paese. Ma ancora di più vogliamo trasmettere la conoscenza della storia e di questi valori alle nuove generazioni in un momento in cui ce n’è molto bisogno”.
Dramma e rinascita
“Roma città aperta” fa parte della “Trilogia della guerra antifascista” che comprende anche “Paisà” e “Germania anno zero”. Il film, che doveva intitolarsi “Storie di ieri” nasce come documentario sulla vita di don Giuseppe Morosini. La scena centrale del film, con la corsa e l’uccisione di Pina (interpretata da Anna Magnani) rappresenta una delle sequenze più celebri del neorealismo, nonché una delle più famose della storia del cinema italiano. Il film in versione restaurata dal “Progetto Rossellini” rappresenta un patrimonio importante nell’ambito dell’opera di trasmissione della memoria.
La genesi del film iniziò nel 1944, pochi mesi dopo la liberazione di Roma con la guerra ancora in corso. Tra gli sceneggiatori aggiuntisi in corso d’opera anche Federico Fellini.