Croce Verde, nuovo mezzo per il soccorso in emergenza
OVADA – La Croce Verde Ovadese rinnova i mezzi del suo autoparco. Sono in arrivo due veicoli. La cerimonia di inaugurazione è prevista per domani, sabato 1 marzo, dalle 17.30 in piazza San Domenico al termine della messa pomeridiana del prefestivo. «In questi anni – spiegano dall’associazione da sempre in primo piano nel panorama del volontariato sanitario cittadino – la distanza media da coprire per ogni servizio è aumentata. Per questo motivo il ricambio dei nostri mezzi di soccorso dev’essere più frequente».
La pubblica assistenza presenterà la 93 e la 94, rispettivamente una vettura da utilizzare per i trasporti in convenzione con Asl all’interno del Distretto Sanitario Acqui – Ovada e come mezzo di soccorso avanzato con a bordo due militi, un medico ed un infermiere del 118. I due veicoli andranno ad aggiungersi a quelli già oggi in servizio.
Tempi e distanze
Il traguardo raggiunto dalla Croce Verde Ovadese non è scontato per un’associazione di volontariato che negli ultimi anni ha sostenuto investimenti importanti per il recupero della storica sede di largo 11 Gennaio, completamente rinnovata, e per mantenere un autoparco moderno e funzionale. L’acquisto dei due mezzi è stato completato con risorse interne all’ente, tramite l’insostituibile opera dei volontari che ogni giorno percorrono le stre della provincia per fornire assistenza agli ovadesi.
«Nel 2024 – sottolineano dall’associazione – sono stati svolti 8.585 servizi a favore della comunità ovadese pari a circa 500 mila chilometri percorsi. Nello specifico: 2.415 servizi in emergenza (118), 3.200 servizi per il Distretto Sanitario e l’Ospedale di Ovada e 2.970 servizi per utenti privati e case di riposo». I numeri dei chilometri percorsi sono esplosi dal 2012 in poi con il progressivo allontanamento dall’ospedale di Ovada di alcuni servizi sanitari fino a quel momento scontati. L’accesso ai grandi centri sanitari della Provincia significa tempi di effettuazione dei servizi molto prolungati. «Per questo motivo abbiamo avuto bisogno di riorganizzarci per riuscire a fornire la miglior copertura con un numero di volontari in calo rispetto al recente passato».