Cigno, spettacolo allo Splendor e raccolta fondi per il centro accoglienza
OVADA – Offre uno sguardo leggero ma non per questo meno importante sulla convivenza con il cancro “Tutto il formaggio del mondo”, lo spettacolo teatrale che Fondazione Cigno ha organizzato per raccogliere fondi da destinare alle attività del Centro Assistenza e Servizi creato dall’associazione a supporto delle attività del gruppo di volontari. L’appuntamento è previsto per giovedì 20 febbraio, dalle 21, presso il teatro Splendor di via Buffa. Messo in scena con ironia da Federica Sassaroli, lo spettacolo cattura ogni sfumatura dell’esperienza di Miriam, giovane donna che in seguito a una diagnosi si rende conto di dover avere a che fare con la malattia.
«Il centro accoglienza e servizi – spiegano dall’associazione – è punto di ingresso dentro la Rete oncologica rivolto a chi ha già scoperto la sua malattia o anche ai soggetti che lo sospettano. L’occupazione principale è l’organizzazione di percorsi diagnostici per verificare precocemente la presenza di una malattia e definire i primi percorsi di cura necessari. Per supportare un lavoro organizzativo molto impegnativo l’associazione mette a disposizione due addette che si occupano di tutto».
Progetti integrati
L’attività di Cigno si rivolge in particolar modo alla prevenzione e all’azione divulgativa di buone pratiche di prevenzione dalle principali patologie. Lo spettacolo in scena allo Splendor è liberamente ispirato al fumetto “Il cancro mi ha reso più frivola” di Miriam Engelberg. L’ingresso è libero con offerta. Il Centro Accoglienza e Servizi si occupa anche del progetto “Protezione Famiglie Fragili” sviluppato da Rete Oncologica.
Grazie ai fondi e all’impegno dell’associazione è stato realizzato all’interno del giardino di Villa Gabrieli il primo nucleo del percorso terapeutico messo a disposizione dell’Ospedale di Ovada per la riabilitazione dei pazienti sottoposti a cure oncologiche. L’ultimo progetto in ordine di tempo è il programma di stage avviato in collaborazione con l’Università di Alessandria che ha portato studenti del terzo anno di medicina a confrontarsi con l’organizzazione della struttura sanitaria cittadina.