Via del fiume, il comune avvia la candidatura al bando
OVADA – Parte l’iter amministrativo per ottenere le risorse necessarie per rimettere a posto la via del Fiume. Il Comune di Ovada punta a mettere mano al sentiero, creato qualche anno fa come progetto complessivo di valorizzazione del turismo, rivelatosi più un problema che un’opportunità. Coinvolti nell’operazione due tratti affacciati sull’Orba e un terzo parallelo al letto dello Stura e in prossimità di via Voltri. Palazzo Delfino intende portare avanti l’operazione intercettando fondi messi a disposizione dalla Regione Piemonte con apposito bando.
La delibera di Giunta necessaria per avviare il percorso amministrativo è stata approvata nello scorso dicembre. Ora è stata avviata la fase di presentazione del progetto complessivo.
Passato turbolento
La via del fiume fu creata nell’ambito di un’operazione più ampia che portò anche alla costruzione dell’ex Story Park, parco tematico di via Novi. L’intenzione andò da subito a scontrarsi con una realtà dei fatti ben diversa. I tre tronconi di percorso collocati a fianco al Geirino, in prossimità del ponte della Veneta e in via Voltri non possono usufruire di un collegamento se non attraverso la viabilità ordinaria.
E così in breve tempo la via del fiume è stata declassata a area per le passeggiate di qualche ovadese e per lo sgambamento dei cani. Nel frattempo sporcizia e degrado si sono imposti. Il tratto affacciato sull’Orba ha poi subito le conseguenze delle piene più recenti del torrende. In più occasione il comune è dovuto intervenire per ripristinare la parte in prossimità del ponte della Veneta interessato in diverse occasioni da cedimenti e piccole frane.
Il progetto presentato alla Regione Piemonte prevede una spesa complessiva di poco superiore a 149 mila euro. La quota a carico dell’ente proponente del bando si attesta a poco più di 134 mila euro, la restante parte sarebbe messa a disposizione con un cofinanziamento messo a disposizione da Palazzo Delfino.
La procedura prevede il coinvolgimento della cooperativa alessandrina Marcondiro, cooperativa chiamata a assicurare la quota di “pubblica utilità” dei lavori secondo i dettami imposti dal bando.