In un libro il giorno in cui Villa divenne re
L'Accademia Urbense ripropone attraverso le fotografie di Leo Pola la ricostruzione del 18 novembre 1956, il giorno in cui il musicista romano fece impazzire la città
L'Accademia Urbense ripropone attraverso le fotografie di Leo Pola la ricostruzione del 18 novembre 1956, il giorno in cui il musicista romano fece impazzire la città
OVADA – Qualcuno arrivò apposta dalla Puglia, altri dalla Sicilia. Il principale orgoglio di Bruno Mattana, organizzatore della giornata assieme ad Attilio Leoncini, era quello di aver per una volta portato Ovada alla ribalta nazionale. Sullo sfondo una città vivace che, lasciatesi alle spalle la paura e le privazioni della seconda guerra mondiale, aveva voglia di divertirsi e socializzare. Ricorda tutto questo “Ovada 18 novembre 1956: il giorno che facemmo un re”. “Il titolo – ha ricordato Bruno Tassistro, prossimo presidente dell’Accademia Urbense dopo le votazioni della scorsa settimana – è una concessione al nostro dialetto”. In quella giornata Claudio Villa fu incoronato “re della canzone italiana”. Alla pubblicazione del volume, curato da Mario Canepa, hanno partecipato tutti i membri dell’ente di promozione culturale. “E’ stato – è intervenuto Paolo Bavazzano – l’ultimo lavoro approvato da Alessandro Laguzzi. Per quella manifestazione gli appassionati e i membri dei fan club di tutto il Paese si radunarono in piazza Castello nel primo pomeriggio”. Un filmato d’epoca riporta dell’entusiasmo incontenibile della folla quando, alle 15.18, l’auto dell’artista comparve sulla strada da Alessandria.
Poi la “benedizione”, il concorso per giovani voci prima dell’esibizione finale tanto attesa. Per l’occasione fu costretto a scomodarsi Achille Campanile. L’Unità parlò del concorso canoro, quasi glissò su Villa. “Sorrisi e canzoni”, in considerazione della grande popolarità del cantante romano, seguì il pomeriggio con dovizia di particolari. All’interno del volume una sezione redatta da Ivano Gaggero raccoglie la rassegna stampa. Il materiale più prezioso è però rappresentato dalle fotografie scattate da Leo Pola: una selezione di novanta immagini, tratte da più di 2 mila negativi, donati dal figlio Mauro all’Accademia Urbense. Nel libro anche i contributi di Giacomo Gastaldo, Ermanno Luzzani con la biografia del cantante, Franco Pesce testimone oculare dell’evento, Pier Giorgio Fassino, Ermanno Luzzani. Ne è nato un volume da 250 pagine che permette di ritrovare l’atmosfera di Ovada tra la fine degli anni ’50 e l’inizio della decade successiva.