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“Una buona narrativa è un contributo alla memoria”
Al Barletti una tavola rotonda con gli studenti per l'ultimo romanzo di Raffaella Romagnolo "Destino" che ripercorre i fatti salienti della prima metà del '900 nell'Ovadese
Al Barletti una tavola rotonda con gli studenti per l'ultimo romanzo di Raffaella Romagnolo "Destino" che ripercorre i fatti salienti della prima metà del '900 nell'Ovadese
OVADA – C’è l’epica della vita degli ovadesi della prima metà del XX Secolo tra le pagine di “Destino”. Dell’ultimo romanzo di Raffaella Romagnolo, pubblicato con Rizzoli poco più di un mese fa, si è parlato l’altra sera nella tavola rotonda organizzata nell’aula magna del Barletti. Ascoltatori più che attenti gli studenti dell’Istituto Superiore. “Ci sono occasioni in cui una narrativa di qualità – è intervenuto lo storico Vittorio Rapetti – può essere assolutamente più efficace di un libro di storia. Il valore di questo libro sta nel fatto di aiutarci a capire da dove veniamo in un momento storico in cui c’è molto bisogno di memoria”. L’intero pomeriggio è stato dedicato alla memoria di Don Giampiero Armano, scomparso qualche mese fa dopo un’infaticabile azione portata avanti da presidente dell’associazione Memoria Martiri della Benedicta. “E’ una storia – ha raccontato l’autrice – con la quale prima o poi chi è cresciuto dalle mie parti e vuole scrivere deve fare i conti. Prima di lavorare al libro pensavo ai giovani del “bando Graziani convinta che per chi aveva rifiutato la chiamata alle armi la scelta di salire in montagna fosse obbligata. In realtà non è così, come in altre occasioni le situazioni non sono solo bianco e nero”. Sullo sfondo i due personaggi principali: Giulia Masca che lascia Ovada (chiamata nel libro Borgo di Dentro) per fuggire giovanissima in America e Anita Leone, l’amica di gioventù che rimane. “Le enormi difficoltà dei nostri concittadini di quel periodo storico – ha proseguito Romagnolo – ci spingono a guardare con occhi diversi le vicende dei giorni nostri”.