Capannoni: nell’Ovadese 120 mila metri rimasti inutilizzati
Secondi i dati, la cifra esatta si attesta sui 120 mila metri quadrati. Oltre al centro zona, anche gli edifici sfitti presenti nei Comuni di Tagliolo, Belforte, Capriata, Silvano e Castelletto completano una mappa in costante evoluzione
Secondi i dati, la cifra esatta si attesta sui 120 mila metri quadrati. Oltre al centro zona, anche gli edifici sfitti presenti nei Comuni di Tagliolo, Belforte, Capriata, Silvano e Castelletto completano una mappa in costante evoluzione

“La zona ad aver sofferto di più è stata quella della Coinova, in via Molare a Ovada, «nata da un consorzio di imprese negli anni ‘80, come primo complesso artigianale moderno del territorio, su cui la crisi ha picchiato duro. Al momento gli spazi vuoti sono almeno 8 su una trentina – conclude Ravera -. Recuperare i due-tre anni di blocco non sarà facile abbiamo sul mercato una quantità di metri quadri doppia rispetto ai livelli pre crisi”. Rimane da capire quale ruolo possano giocare in questo processo le politiche di territorio. “Avere più di 120 mila metri quadrati di strutture libere – interviene Giacomo Pastorino, assessore alle Attività Produttive del Comune di Ovada – ci fa capire che è finito il tempo per pensare di costruire nuovi capannoni che sprechino altro suolo, tanto più in una zona che lavora per fare di paesaggio ed enogastronomia uno dei suoi punti forti. Bisogna mettere a frutto quello che c’è. Magari, guardando oltre Appennino, verso Genova, le cui aziende potrebbero trovare negli spazi disponibili una risposta alle loro necessità”.