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Lercaro: nuova crisi. Lascia anche il commissario
Dopo l'addio del direttore Paravidino sarà sostituito anche il commissario straordinario Giovanni Maria Ghè. I due sono indagati dalla Procura di Vercelli per il ruolo all'Ipab Borsalino di Alessandria
Dopo l'addio del direttore Paravidino sarà sostituito anche il commissario straordinario Giovanni Maria Ghè. I due sono indagati dalla Procura di Vercelli per il ruolo all'Ipab Borsalino di Alessandria
OVADA – E’ di nuovo crisi al vertice dell’Ipab Lercaro, la casa di riposo pubblica di riferimento per l’Ovadese. La nuova tegola si è manifestata con la necessità di sostituire il commissario straordinario nominato dalla Regione Giovanni Maria Ghè, l’uomo che con l’ex direttore Gian Paolo Paravidino avrebbe dovuto avviare un difficile percorso di risanamento. Ghè e Paravidino sono finiti nel registro degli indagati per una vicenda che riguarda un altro incarico, la guida dell’Ipab Borsalino di Alessandria. La procura di Vercelli ha infatti contestato la gestione delle gare d’appalto e i presunti favoritismi nei confronti della Punto Service di Caresanablot. Ghè e Paravidino sono stati raggiunti da provvedimenti interdittivi assieme Massimo Secondo, presidente di Punto Service, e Paolo Barbano, presidente della commissione di gara. I reati ipotizzati vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta. L’immediata conseguenza è stata il decadimento di Ghè dal suo ruolo, l’avvio del procedimento per la sua sostituzione. “Ho parlato – spiega il sindaco Paolo Lantero – con i vertici della Regione. Mi hanno assicurato che sarà questione di settimane”. Per l’Ipab Lercaro, nell’immediato, una conseguenza notevole sull’operatività. La casa di riposo nei primi mesi del 2018 aveva vissuto difficoltà rilevanti per il pignoramento dei conti avviato da Proges, la cooperativa di servizi che detiene ingenti crediti verso l’Ipab. Come naturale conseguenza s’era arrivati al mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori, poi rientrato. Proprio sotto la gestione Ghè – Paravidino era emersa la consistenza del debito accumulato negli anni passati superiore al milione di euro. La Policoop, principale fornitrice di servizi, non aveva mai reclamato quanto dovuto.