Capannoni sfitti: Ovada tende la mano alle aziende genovesi
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Redazione - redazione@ovadese.it  
26 Agosto 2018
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Capannoni sfitti: Ovada tende la mano alle aziende genovesi

Da Ovada arriva una proposta d'aiuto relativa, tra le altre cose, ai capannoni vuoti, che potrebbero fare al caso delle aziende genovesi colpite dal crollo del Ponte Morandi.

Da Ovada arriva una proposta d'aiuto relativa, tra le altre cose, ai capannoni vuoti, che potrebbero fare al caso delle aziende genovesi colpite dal crollo del Ponte Morandi.

OVADA – Una città, punto di riferimento anche per il Basso Piemonte, che nelle prossime settimane proverà a rialzare la testa e un’altra, di dimensioni più modeste, che le tende la mano. “Genova sta vivendo una fase drammatica – precisa Giacomo Pastorino, assessore alle Attività economiche di Ovada -. Lo dico con la speranza che questa città sorella possa presto tornare alla normalità”. Da Ovada arriva una proposta d’aiuto relativa, tra le altre cose, ai capannoni vuoti, che potrebbero fare al caso delle aziende genovesi colpite dal crollo del Ponte Morandi. Non si tratta esclusivamente di quelle localizzate in zona Sampierdarena, dove alcune multinazionali hanno già evidenziato un calo delle vendite, ma di tutte le società presenti nel circondario. D’altronde, da dieci giorni a questa parte, il traffico autostradale è deviato prevalentemente sulla strada normale, con chiare ripercussioni sui trasporti. Secondo una stima recente, l’Ovadese può contare su almeno 120 mila metri quadrati di capannoni vuoti. Ovada, Silvano d’Orba, Capriata, Castelletto, Belforte e Tagliolo Monferrato. Questa è la mappa dei Comuni che dispongono di strutture disponibili, con un occhio fisso oltre l’Appennino e la mano protesa verso Genova. 

 

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