Rifiuti, la sfida del porta a porta: ovadesi tra dubbi e problemi
I primi due incontri pubblici, organizzati dal Comune presso la Loggia di San Sebastiano, hanno evidenziato alcune perplessità dei cittadini, definiti "protagonisti" di questa rivoluzione
I primi due incontri pubblici, organizzati dal Comune presso la Loggia di San Sebastiano, hanno evidenziato alcune perplessità dei cittadini, definiti "protagonisti" di questa rivoluzione

Da anni il bacino Econet è quello più in difficoltà sul tema della differenziata e della sua qualità. “L’eliminazione del cassonetto sulla strada – assicura l’attuale presidente Econet, Anselmo Rinaldi – già di per sé porta a diminuzione della spazzatura destinata allo smaltimento”. “Il modello – ha confermato Gabriella Morsilli, direttrice di Econet – è già stato testato con successo in altre realtà. Questo metodo induce a una grande responsabilizzazione: chi inquina di più, pagherà di più. In questo senso è equo”. Ogni bidoncino consegnato sarà direttamente riconducibile al nucleo famigliare che ne farà uso. Le regole evidenziate nel materiale informativo sono la diretta conseguenza della tecnologia utilizzata per il trattamento dei rifiuti nell’ambito del Consorzio di riferimento. All’assemblea di martedì scorso tanti cittadini hanno provato ad ascoltare tra dubbi e incertezze. “E se mettono la spazzatura nel mio bidoncino?” “Se aderisco al compostaggio lo ritirate?” Il vero scoglio è lo scontro con un territorio che negli ultimi anni ha spesso messo in mostra una scarsa sensibilità nei confronti del problema e dell’ambiente in generale. “L’altro giorno – ha raccontato Morsilli – abbiamo trovato nel bidone dell’indifferenziata una cucina a gas. Crediamo che non sia accettabile. I centri di raccolta (a Ovada quello della Rebba ndr) sono aperti per evitare questi problemi. Se necessario ritiriamo fino a tre pezzi”. Nel frattempo il primo passo sarà, lunedì prossimo, la discussione in Consiglio Comunale dell’apposito regolamento.