Via Gramsci: indagini sul muro
Al via nei giorni scorsi le operazioni preliminari all'intervento di ripristino della buca sopra lo Stura. Polemica delle opposizioni: "Qui si va alle calende greche"
Al via nei giorni scorsi le operazioni preliminari all'intervento di ripristino della buca sopra lo Stura. Polemica delle opposizioni: "Qui si va alle calende greche"
OVADA – E’ stata temporaneamente accantonata l’installazione del semaforo per rendere a senso unico alternato il tratto di via Gramsci interessato all’inizio dell’anno dal cedimento che ha costretto l’ufficio tecnico a limitare lo spazio per il transito dei veicoli. “Abbiamo deciso di aspettare – ha confermato qualche giorno fa l’assessore ai Lavori Pubblici, Sergio Capello – per non causare troppi disagi alla circolazione prima di sapere di preciso com’è la situazione”. Nel frattempo la gara è stata fatta, l’acquisto dell’attrezzatura necessaria è stato indicato sull’albo pretorio. “In ogni caso – prosegue Capello – sarebbe stato un giallo lampeggiante”. A sei mesi dal problema, sono iniziati, 15 metri più in basso, i lavori per ripulire dalla vegetazione la base del muraglione che sostiene la strada. I mezzi della Grandi Scavi sono entrati nell’alveo dello Stura per realizzare le «piste» necessarie ad avvicinarsi. La buca, che in un primo momento sembra circoscritta, ha rivelato un problema più serio, ossia un cedimento nella marna sotto la strada, che in quel punto è una terrazza a strapiombo sullo Stura. A confermare la delicatezza della situazione sono le testimonianze dei più anziani, le carte degli studiosi di storia locale.
Tra via Cavour e via Buffa, nel sottosuolo, fu infatti costruito ai tempi dell’ultimo conflitto mondiale uno dei rifugi “anti emergenze” più capienti, un lungo tunnel da 120 metri pensato per contenere più di 400 persone. Finita la guerra quella rete di fognature riadattate è diventato uno dei principali “divertimenti proibiti” dei bambini dell’epoca. Contro la lentezza delle operazioni puntano il dito le opposizioni, Patto per Ovada, Essere Ovada e Movimento Cinque Stelle che nel penultimo consiglio comunale avevano già presentato un interrogazione al riguardo. “Siamo di fronte a un paradosso – spiega Giorgio Bricola, riassumento il pensiero comune – Di questo passo andremo alle calende greche Dopo mesi e mesi di parole, siamo al punto che stanno iniziando solo ora lavori preliminari e non strutturali. Il Comune è deciso ad analizzare tutto il muro e a predisporre un progetto generale per la messa in sicurezza. I miei colleghi ed io crediamo sarebbe meglio intervenire subito sul punto compromesso, in modo da riaprire via Gramsci al più presto, e poi di pensare a un piano più radicale. Ci rendiamo conto che ci vorranno anni per riavere la strada come prima, di questo passo?”. Tempi lunghi erano stati indicati anche dal sindaco Paolo Lantero pochi giorni dopo l’accaduto. E non c’è ancora una stima di quanto un intervento di ripristino potrebbe costare.