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Dolcetto e Ovada ideali per una cucina di confine
In Enoteca la seconda serata promozionale a base di pesto preparato al mortaio e battuta al coltello di fassona. "Un modo per valorizzare le potenzialità della zona"
In Enoteca la seconda serata promozionale a base di pesto preparato al mortaio e battuta al coltello di fassona. "Un modo per valorizzare le potenzialità della zona"
OVADA – Ma Dolcetto e Ovada docg si sposano meglio con il pesto o la carne? La domanda è d’obbligo per una cucina di confine, che affonda le sue radici nelle influenze di due regioni. La risposta hanno provato l’altra sera in Enoteca Regionale dove a sfidarsi in una gara golosa sono stati il pesto alla genovese preparato da Manuela Fioriolli, finalista ai mondiali del pesto e cuoca a domicilio, e la battuta al coltello di fassona piemontese di “Ciaputin”, la macelleria tradizionale di Silvano d’Orba Carlevaro. Lo slogan identitario di questa serie di appuntamenti è “Nelle mie vene scorre Dolcetto”. “Il Dolcetto è un vitigno capace di regalare un vino da bere a tutto pasto – spiega Stefano Ferrando, vice presidente dell’Enoteca – per questo riteniamo si possa abbinare bene ad entrambe le proposte gastronomiche della serata, il nostro impegno è sempre quello di far conoscere al pubblico ovadese le potenzialità della nostra zona, questo format si è rivelato utile ed efficace proprio in questo senso”.Manuela Fioriolli, direttamente dal suo blog www.ladypesto.com, ha tenuto una piccola lezione teorica sui sette ingredienti magici necessari per preparare il più noto condimento genovese e ha coinvolto i partecipanti in una prova pratica con mortaio e pestello. A fare da corollario l’eccellenza della produzione vitivinicola del territorio in degustazione libera.