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Ammanco in Comune: relazione con correttivi e suggerimenti
Concluso il lavoro della commissione consigliare nata lo scorso novembre per fare piena luce. Nel frattempo prosegue l'iter di risarcimento da parte dell'ex dipendente riconosciuta come unica responsabile
Concluso il lavoro della commissione consigliare nata lo scorso novembre per fare piena luce. Nel frattempo prosegue l'iter di risarcimento da parte dell'ex dipendente riconosciuta come unica responsabile
OVADA – La sentenza emessa lo scorso luglio dalla Corte dei Conti condannò la ex dipendente Patrizia Massa a risarcire al Comune di Ovada la somma di 129.228 euro in relazione all’ammanco accertato nei diritti di segreteria dell’Ufficio Tecnico tra gli anni 2009 e 2015. Ora, a distanza di qualche mese e in vista della seconda udienza del processo a carico della dipendente stessa, c’è un accordo tra le parti. La dipendente stessa ha provveduto alla vendita di un appartamento nel frattempo pignorato a garanzia della somma. prevedendo che l’intero prezzo venga corrisposto al Comune di Ovada. Il ricavato copre parte del debito. Nel frattempo il consiglio comunale dell’altra sera ha approvato all’unanimità la relazione di fine lavori della commissione consigliare nata per far piena luce sui fatti accaduti. “Riteniamo – si legge nel documento– che l’insieme dei controlli messi in atto risulti rispondente alle effettive necessità di sicurezza richiesta. Nell’ottica del mantenimento di un buon rapporto tra cittadino e amministrazione, l’ente dovrebbe affinare le procedure di controllo, laddove necessario, e ampliare i metodi di riscossione degli importi attivando anche soluzioni tecnologiche ma mantenendo l’uso del contante per cifre di modesta entità”. La commissione stessa ha riconosciuto come “deciso rafforzamento dei controlli, già previsti da parte dell’ente, in seguito all’ammanco di cassa verificatosi all’ufficio tecnico”. La delibera approvata impegna il sindaco di Ovada a trasmettere a attuare i correttivi proposti. Tra le criticità individuate la vendita dei biglietti per lo scuolabus, così come attualmente portata avanti dall’azienda responsabile del servizio: in questo caso la commissione ha consigliato un “passaggio a sistemi digitali di pagamento”.