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Lerma in tribunale per i cani da gestire
I mancati pagamenti del 2017 alla base dell'ingiunzione recapitata all'ente locale. "Ma per farlo rischiamo di perdere servizi essenziali per il paese"
I mancati pagamenti del 2017 alla base dell'ingiunzione recapitata all'ente locale. "Ma per farlo rischiamo di perdere servizi essenziali per il paese"
LERMA – Avrà una coda in tribunale la vicenda che da dieci anni tiene in scacco l’amministrazione di Lerma. Il piccolo comune infatti dovrà difendersi dopo l’ingiunzione di pagamento fatta recapitare dal canile di Alessandria. Una storia che affonda le sue radici a dieci anni fa quando, in una cascina di Manuale Superiore, nei boschi attorno al paese, furono sequestrati 80 cani alla proprietaria dell’abitazione. Una condizione igienica alquanto precaria e malnutrizione degli animali: questo fu riscontrato nel corso dell’ispezione effettuata da Nas, funzionari Asl e rappresentanti delle associazioni animaliste. Nel 2015 il sequestro fu trasformato in confisca. Per questo motivo l’onere del mantenimento degli animali, nel frattempo scesi a 53, passò dal Ministero della Giustizia all’ente locale. “Per noi – denunciò all’epoca – il sindaco Bruno Aloisio – un onere insostenibile. Rischiamo di chiudere servizi essenziali per i cittadini”. Le possibili soluzioni alternative di fatto non si sono mai concretizzate, così come si arenò ben presto la sottoscrizione avviata da alcuni “amici degli animali”. Nel 2017 il mancato pagamento della cifra (riferita a 15 cani) che ha generato l’attuale querelle. “Tutte le nostre proposte di transazione sui costi di mantenimento dei cani – scuote la testa il primo cittadino – sono state respinte dal Comune di Alessandria. Sembra incredibile ma è così: mentre in altre situazioni del genere, come è successo a Cuneo, si è arrivati a un accordo tra Comune e canile, qui non è stato possibile, così finiremo in tribunale”. Lo stesso Aloisio, in segno di protesta, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, provvedimento respinto dal consiglio comunale.