Marisa Mazzarello: quarant’anni di formazione in Casa di Carità
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
1 Aprile 2018
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Marisa Mazzarello: quarant’anni di formazione in Casa di Carità

Ha da poco vissuto il suo ultimo giorno di lavoro la direttrice del centro di formazione che ha attraversato tutte le fasi di trasformazione dell'Oratorio Votivo

Ha da poco vissuto il suo ultimo giorno di lavoro la direttrice del centro di formazione che ha attraversato tutte le fasi di trasformazione dell'Oratorio Votivo

 OVADA – Da bambina, giocava di fronte all’area dove qualche anno prima era stato costruito l’Oratorio Votivo. Il padre è stato uno dei primi docenti di falegnameria del centro. Lei stessa è stata prima insegnante di dattilografia, appena concluse le superiori, per poi iniziare la trafila amministrativa. “Ho detto si alla scuola a ventanni: non me ne sono mai pentita”. Per Marisa Mazzarello (al centro nella foto nel giorno della presentazione del murales nella sede centrale della scuola) la Casa di Carità che ha diretto dal 2012 fino a venerdì scorso, ultimo giorno di lavoro prima della pensione, è stata davvero un pezzo di famiglia. “Sono entrata nel settembre del ’76 – racconta – come impiegata addetta alle paghe. Mi diede la notizia Bruno Mattana con il quale ho collaborato per tanti anni. Gli devo tanto, soprattutto la capacità di leggere i segnali del territorio e tradurli in corsi”. Anni di grandi innovazioni: il corso di tecnica televisiva, di grafica pubblicitaria e di tecnico del turismo. Poi l’ingresso dell’Oratorio Votivo nella galassia della Casa di Carità. “Don Valorio capì che il centro non sarebbe andato avanti autonomamente – prosegue Mazzarello – e cercò una realtà affine dal punto di vista culturale. Per me fu un passaggio traumatico. Pensai anche di cambiare. Mi convinsero a rimanere”. Da quel momento del 1997 una crescita progressiva fino alle dimensioni attuali. Dal 1° settembre 2017 sono stati 839 gli alunni passati dalle aule, tra obbligo di studio, corsi per lavoratori, apprendistato e progetti. “L’aspetto più significativo di questi anni è stata la metamorfosi progressiva, con l’introduzione della meccanica e del controllo numerico nei corsi”. Allo stesso tempo un lavoro portato avanti nelle scuole medie per cambiare l’opinione della gente sulla formazione. “Dev’essere inclusiva e accogliere tutti per consentire a chi vive un momento di difficoltà di individuare una strada per uscirne”. L’ultima scommessa il corso triennale per tecnico dell’accoglienza turistica che partirà a settembre.  “Questo centro – conclude Mazzarello – è forte per il legame con il territorio. Il suo futuro non è in numeri più grandi ma nella sua possibilità di fare da pilota per l’esperienza che è stata costruita”.
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