5 marzo 1998: vent’anni fa nasceva “l’ovadese”
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4 Marzo 2018
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5 marzo 1998: vent’anni fa nasceva “l’ovadese”

Porta la data del 5 marzo 1998 il primo numero de "l'ovadese", il settimanale che da vent'anni si occupa delle notizie del territorio. Il ventesimo compleanno della nostra testata rappresenta soprattutto l’occasione per voltarsi indietro, non con spirito nostalgico ma con l’intento di provare a capire cosa è successo (o cosa sarebbe potuto succedere in questi vent’anni)

Porta la data del 5 marzo 1998 il primo numero de "l'ovadese", il settimanale che da vent'anni si occupa delle notizie del territorio. Il ventesimo compleanno della nostra testata rappresenta soprattutto l?occasione per voltarsi indietro, non con spirito nostalgico ma con l?intento di provare a capire cosa è successo (o cosa sarebbe potuto succedere in questi vent?anni)

OVADA – “Con questo numero inizia le sue pubblicazioni “l’ovadese – settimanale delle valli Orba e Stura” e la nostra città si arricchisce di una nuova testata giornalistica. Ma perché un nuovo giornale ? La risposta è semplice: per fornire ai cittadini una nuova voce, per far sì che i loro problemi, grandi o piccoli, e le loro aspirazioni possano trovare un’eco maggiore”. Carta e grafica un po’ diversa da quella attuale: il 5 marzo 1998 la città fece la conoscenza con il nostro settimanale, distribuito in forma gratuita come forma di promozione. E con queste parole Diego Cartasegna, direttore responsabile, coordinatore e motore della redazione di Ovada, spiegava l’iniziativa nel suo editoriale di presentazione. “Perché le notizie circolino meglio in Ovada e nei centri della zona in quanto solo con un’informazione locale più ampia e precisa si può davvero realizzare un dialogo democratico tra tutti. E’ nostra convinzione che solo attraverso una comunicazione continua tra cittadini ed istituzioni si può davvero dar vita a quella partecipazione alla vita politica ed amministrativa che spesso viene strombazzata sui documenti ufficiali ma piuttosto raramente viene compiutamente attuata. Questo settimanale ha l’ambizione di dar la voce a chi, per tanti motivi, non riesce a farla udire nelle sedi istituzionali e quindi è aperto alla collaborazione di tutti”. In redazione con lui tanti collaboratori: Sabrina Caneva, Stefano Danielli, Silvano Gaggero, apprezzato vignettista, Daniela Mencaglia, Paolo “Roby” Pola, Claudio Priarone, Raffaella Romagnolo e Ennio Saccà.

“Questo settimanale – proseguiva Castasegna – infine è indipendente e il nostro desiderio e la nostra ambizione è quella di riferire dei dati reali, piacevoli o spiacevoli che siano, senza servire nessuno. Sappiamo bene che, al giorno d’oggi, tutto ciò non è facile e che mille sono le spinte ed i condizionamenti che possono venire da diverse direzioni, ma noi ci proveremo ugualmente e saranno i lettori a giudicarci”. Ad assolvere questa missione, negli anni si sono aggiunti tanti diversi collaboratori. Tra quelli che hanno avuto, o hanno tuttora, un rapporto più duraturo: Elisabetta Accettone, Simonetta Albertelli, Laura Caneva, Giuliana Cantamessa, l’indimenticata Grazia Deprimi, Marco Grosso, Sara Lazzari, Giacomo Pastorino, Luca Piana, Daniele Prato, Enzo Prato, Stefano Priarone.  Da quel 5 marzo, in cui si raccolse per la prima volta un lavoro iniziato comunque molto tempo prima, sono cambiate tante cose. Non l’obiettivo che rimane quello di essere una voce del territorio, contribuire a fare comunità e a veicolare notizie e opinioni. Il ventesimo compleanno della nostra testata rappresenta soprattutto l’occasione per voltarsi indietro, non con spirito nostalgico ma con l’intento di provare a capire cosa è successo (o cosa sarebbe potuto succedere in questi vent’anni). Ci verrà incontro in questa operazione l’archivio del settimanale, gelosamente custodito. Ci proveremo a partire dal prossimo numero.   

 

 

 

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