A10: inchiesta sul tratto dove morirono due operai ovadesi
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Redazione - redazione@alessandrianews.net  
24 Febbraio 2018
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A10: inchiesta sul tratto dove morirono due operai ovadesi

La Procura di Savona ha aperto un fascicolo relativo all'incidentalità del percorso, con l'obiettivo di fare luce sugli ultimi episodi. Tra le gallerie Fighetto e Pecorile, un anno fa, un tir travolse e uccise Giovanni Casaburi, 52 anni, e Antonio Gigliotti, 44, domiciliato da un anno ad Asti, operai della San Giovanni Strade.

La Procura di Savona ha aperto un fascicolo relativo all'incidentalità del percorso, con l'obiettivo di fare luce sugli ultimi episodi. Tra le gallerie Fighetto e Pecorile, un anno fa, un tir travolse e uccise Giovanni Casaburi, 52 anni, e Antonio Gigliotti, 44, domiciliato da un anno ad Asti, operai della San Giovanni Strade.

OVADA – Poco meno di un anno fa, lo scorso 26 marzo, un tir travolse e uccise due operai partiti dalla sede ovadese della ditta San Giovanni Strade di Firenze. Giovanni Casaburi, 52 anni, originario di Sala Consilina ma residente a Ovada e Antonio Gigliotti, 44, di Vena di Maida (Catanzaro), domiciliato da un anno ad Asti dopo un lungo periodo trascorso nelle terre di confine tra il Piemonte e la Liguria, furono investiti dal mezzo pesante guidato da Ilim Bildan, 44enne autista rumeno che – secondo i rilevamenti della Polstrada – viaggiava ad una velocità di 80 chilometri all’ora, dieci in più rispetto al limite previsto all’ingresso della galleria posta tra Albisola e Celle Ligure, sulla A10. Il camion della ditta spagnola Banner Transporte De Mercancias (che trasportava pesce surgelato) piombò sul cantiere aperto per il ripristino di un altro incidente capitato poche ore prima. 

Ora, dopo l’ultimo incidente – avvenuto due settimane fa – tra le gallerie Fighetto e Pecorile, il tratto autostradale è tornato al centro dell’attenzione. Nemmeno i provvedimenti varati e installati dalla società Autostrade l’estate scorsa (velox, tutor e cartelli luminosi) sono serviti ad aumentare la sicurezza. La Procura di Savona ha aperto un fascicolo relativo all’incidentalità del percorso, con l’obiettivo di fare luce sugli ultimi episodi. La terza corsia, progettata oltre trent’anni fa per quei pochi chilometri dell’A10, potrebbe risultare difforme rispetto al resto della carreggiata e l’inchiesta avviata dal sostituto procuratore della Repubblica, Giovanni Battista Ferro, intende chiarire proprio se il continuo ripetersi degli incidenti è dato dalle imprudenze alla guida degli automobilisti (soprattutto dei mezzi pesanti) oppure se alla base ci sia un errore  strutturale della carreggiata.

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