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Accusata di peculato, udienza rinviata a maggio
Rinvita a maggio la prima udienza al processo penale contro l'impiegata accusata di aver sottratto oltre 100 mila euro dalle casse del comune di Ovada. Sono in corso le trattative per il risarcimento del danno
Rinvita a maggio la prima udienza al processo penale contro l'impiegata accusata di aver sottratto oltre 100 mila euro dalle casse del comune di Ovada. Sono in corso le trattative per il risarcimento del danno
CRONACA – E’ accusata di aver sottratto poco meno di 130 mila euro, tra il 2009 e il 2015, dalle casse del Comune di Ovada, intascando parte dei diritti di segreteria riscossi allo sportello Urbanistica. Davanti al giudice per l’udienza preliminare Patrizia Massa, ex impiegata dell’ente pubblico, tramite il suo legale Luciano Crocco ha chiesto tempo, prima di essere giudicata, per risarcire il Comune e attenuare la sua posizione davanti alla legge. Gli ammanchi furono scoperti nel 2015 quando la donna, costretta ad assentarsi dal lavoro per motivi di salute, venne sostituita.
Ci fu un’indagine della Corte dei Conti che, nel luglio del 2017 riconobbe Massa come unica responsabile dell’ammanco dal punto di vista contabile e prescrisse la restituzione della somma da parte della donna.
Non risultarono invece coinvolti il capo dell’ufficio tecnico Guido Chiappone e l’economo Edorado Cavanna.
Massa, secondo l’accusa, incassava in denaro contante i diritti di segreteria per le pratiche urbanistiche e firmava poi le ricevute che venivano rilasciate. Tratteneva però i soldi, invece di versarli nelle casse dell’ente.
La donna avrebbe ammesso di essersi impossessata di una parte della somma contestata, tre il 2009 e il 2011. Ma è proprio dal 2012 al 2015 che l’ammanco è più consistente.
Martedì, davanti al giudice, il legale, Luciano Crocco, ha comunicato che l’imputata sta recuperando i fondi per restituire l’ammanco. Ha quindi chiesto il tempo necessario per portare a termine la trattativa. Dal punto di vista del procedimento penale, la restituzione costituirebbe una attenuante sostanziale e consentirebbe di richiedere un rito alternativo, ancora da valutare, ossia il patteggiamento o il giudizio abbreviato, che comportano una riduzione della pena.
Il comune, costituito parte civile con l’avvocato Tino Goglino, ha acconsentito il rinvio. La nuova udienza è fissata per il 22 maggio 2018.