Ammanco: Comune parte civile
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
26 Gennaio 2018
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Ammanco: Comune parte civile

Il prossimo 30 gennaio udienza preliminare per la vicenda dei soldi sottratti all’Ufficio Tecnico. L’ex dipendente Patrizia Massa accusata di aver sottratto poco meno di 130 mila euro

Il prossimo 30 gennaio udienza preliminare per la vicenda dei soldi sottratti all’Ufficio Tecnico. L’ex dipendente Patrizia Massa accusata di aver sottratto poco meno di 130 mila euro

 OVADA – Si aprirà il 30 gennaio il procedimento penale a carico di Patrizia Massa, ex impiegata dello sportello Urbanistica dell’ufficio tecnico del comune di Ovada, rinviata a giudizio per aver sottratto dal 2009 al 2015 poco meno di 130 mila euro (129.228,35 a essere precisi) di diritti di segreteria. Alla fine del luglio 2017, Massa era stata condannata dalla Corte dei Conti una prima sentenza che l’ha riconosciuta come unica responsabile dell’ammanco dal punto di vista contabile e che ha disposto l’obbligo di restituzione della somma al Comune. Il 30 gennaio è quindi prevista l’udienza preliminare. Il Comune di Ovada si costituirà parte civile. L’incarico è stato affidato all’avvocato Tino Goglino, del foro di Alessandria, già in passato a fianco di Palazzo Delfino. “Qualora il reato fosse accertato, il Comune avrebbe diritto, come parte offesa, al risarcimento danni, patrimoniali e non solo – fanno sapere dall’ente – Motivo per cui si è ritenuto di costituirsi parte civile affidandoci a un legale di nostra fiducia”. Una vicenda emersa in tutta la sua gravità proprio a fine 2015 quando la donna, a causa di un infortunio, fu costretta ad assentarsi dal lavoro e fu sostituita. Secondo l’accusa, sarebbe stata lei, che riscuoteva i diritti di segreteria allo sportello Urbanistica e che dopo l’episodio è stata licenziata, ad appropriarsene. Un quadro ricostruito minuziosamente nel dispositivo della sentenza emessa dalla Corte dei Conti. “Ammanco –  vi si legge – che deve essere interamente addebitato alla signora Massa, oltre che in forza delle dichiarazioni confessorie rilasciate dalla stessa, sulla base delle evidenze documentali costituite, in particolare, dai documenti comprovanti gli incassi dei diritti di segreteria pagati dagli utenti in contanti, e dalla Massa incontestatamente riscossi per tutto il periodo considerato, nonché dalle ricevute dei versamenti delle somme all’economo comunale, sottoscritte dalla stessa Massa”. L’accusata, difesa dall’avvocato Luciano Crocco, ha sempre contestato la ricostruzione, ammettendo di aver preso 20 mila euro, perché in un momento di grave difficoltà, tra il 2009 e il 2011.

“Nel periodo intercorrente fra il 2009 ed il 2011 – la replica dello stesso avvocato Crocco – la Massa ha effettivamente trattenuto per se una sola parte della predetta somma.  Dopo che la Massa ha posto fine a tale comportamento e, precisamente,  nel periodo che parte dal 2012 fino al 2015 si è verificata una vera e propria “escalation” delle somme che, pur regolarmente ricevute dalla stessa, non sono mai pervenute”. La Corte dei Conti, al termine della fase istruttoria, aveva già archiviato le posizioni di Guido Chiappone, capo dell’ufficio tecnico, e dell’economo Edoardo Cavanna, che avevano chiarito l’assenza di responsabilità nella vicenda nelle loro memorie difensive.  

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