Il 2017 se ne va: cosa ricorderemo?
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31 Dicembre 2017
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Il 2017 se ne va: cosa ricorderemo?

Lettera per lettera abbiamo provato a elencare gli eventi più significativi e che hanno lasciato un segno nella popolazione degli ultimi dodici mesi

Lettera per lettera abbiamo provato a elencare gli eventi più significativi e che hanno lasciato un segno nella popolazione degli ultimi dodici mesi

OVADA – Un anno ricco di fatti quello che ci lasciamo alle spalle. Abbiamo provato a condensarli in pensieri utilizzando l’alfabeto per dare un ordine.  

A come “Arti nelle Mani”
, il nuovo modo di raccontare l’artigianato d’eccellenza della nostra città con l’organizzazione delle associazioni di categoria e la direzione artistica di Antonio Pini. Alla Loggia è andata in scena la rassegna del fare manuale, un monito verso chi davvero vuole provare a risollevare l’economia.

B come Bonaria, Mario travolto a luglio su via Molare da un suv di turisti francesi provenienti da Acqui. Ancora una volta, sull’onda dell’emotività, sono stati promessi provvedimenti per la sicurezza in tempi rapidi. Poi la carenza di fondi, i problemi burocratici hanno partorito “il topolino”: due rilevazioni della velocità in due mesi e ritorno dei Velo Ok.

C come cambio di rotta a Molare dove la lista capeggiata da Andrea Barisone ha vinto le elezioni indette dopo la scomparsa prematura del sindaco in carica Enrica Albertelli. Molare, secondo comune per estensione dell’Ovadese, un campanello d’allarme per le liste di centro sinistra?

D come Distretto Sanitario, interessato da una profonda trasformazione che dovrebbe concretizzarsi nel prossimo anno con il trasferimento di servizi e ambulatori dal palazzo di via XXV aprile verso l’ospedale.

 E come Enoteca Regionale, un anello fondamentale per i prossimi anni per promuovere il vino ma anche per coordinare le iniziative in campo turistico. Può sembrare un elemento secondario ma ha un’importanza primaria per i prossimi anni.

F come Fornaro, Federico, la manifestazione più evidente sul nostro territorio del travaglio vissuto nel 2017 dalla sinistra italiana culminata con la scissione del Partito Democratico che ha portato l’ex sindaco di Castelletto a aderire a Articolo 1, una novità destinata a cambiare anche le dinamiche della politica locale.

G come Gambetta, Beppe il chitarrista di fama internazionale che, non solo si è stabilito in città, ma ha “regalato” due intensi concerti alla Loggia per presentare il suo ultimo disco “Short Stories”. E’ nato quest’anno anche il “Rebora Festival”, un contenitore di tutto gli appuntamenti musicali nel 2017, un’idea che in futuro può valorizzare la città dal punto di vista culturale.

I come incidente, terribile sull’A10 tra Albisola e Cella Ligure che ha tranciato la via di due operai, Giovanni Casaburi e Antonio Gigliotti: il primo viveva a Ovada, il secondo ci aveva vissuto per un certo periodo prima di scegliere Asti con la sua compagna di vita. Una scomparsa che in città ha lasciato una profonda scia di cordoglio e dolore.

L come Lercaro, la casa di riposo la cui crisi ha raggiunto nei mesi autunnali livelli di gravità mai visti con il pignoramento dei conti. Lercaro, simbolo di errori fatti nel passato e di una polemica politica permanente che non fa bene a nessuno

M come Marchelli, Alberto. Il giovane scout è scomparso prematuramente lo scorso agosto mentre in Umbra era impegnato con i compagni nella route tra Assisi e Spello. Il giovane è stato ricordato in una messa pubblica a inizio settembre in cui è stato letto un suo commovente appello alla condivisione.

N come nettezza urbana, un problema in città specie a causa della scarsa educazione civica di molti abitanti. Si punta il dito sui più giovani ma il comportamento di abbandonare rifiuti e cartacce rimane molto diffuso. A farne le spese i luoghi più frequentati, il centro storico e il parco Pertini.

O come ospedale e futuro incerto. Il 2017 è stato l’anno in cui si è cercato di restituire un ruolo più importante al Pronto Soccorso cittadino chiedendo l’invio dei “codici verdi” per sgravare i presidi della provincia più congestionati. Anche i medici di famiglia hanno sottoscritto la proposta che andrebbe nella direzione di alleviare i disagi per molti pazienti del territorio.

P come Pont Saint Esprit, la cittadina francese che ha fortemente voluto il gemellaggio con la nostra, sancito tra l’autunno e l’inverno con due visite reciproche delle rispettive delegazioni. Vedremo adesso quali progetti comuni nasceranno per la promozione della cultura e dello scambio di relazioni.

Q come quantificazione in 129.228,35 euro che la ex dipendente Patrizia Massa deve risarcire al Comune di Ovada per l’ammanco verificatosi nei diritti di segreteria dell’Ufficio Tecnico. Massa è stata riconosciuta come unica responsabile nella vicenda ricostruita dalla Finanza e oggetto della condanna emessa dalla Corte dei Conti. “L’incasso delle somme sarebbe stato disciplinato dall’Ente in modo incongruo poiché non era previsto che potesse avvenire solo per il tramite del tesoriere, ma l’interessato poteva procedere anche con pagamento diretto allo sportello dell’ufficio urbanistica”. 

R come raccolta firme che il Comitato Trasporti Valli Orba e Stura ha varato proprio a Ovada per scongiurare la chiusura della linea nel 2018. Le cinque settimane del 2017 sono state le più travagliate e ricche di polemiche di sempre. La raccolta firme è solo una delle iniziative dell’associazione che da tempo chiede il potenziamento di un servizio non in linea con quanto avviene su tratte simili della Liguria.

S come slot machine: il Comune ha severamente contingentato gli orari in cui si può giocare, il Tar del Piemonte ha respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento. Altri due comuni, Tagliolo e Trisobbio hanno seguito l’esempio, pur individuando fasce meno estese. Ogni ovadese (in media) spende 1629 euro all’anno in gioco a videopoker e video lottery, le proporzioni di un problema difficile da tenere sotto controllo.

T come turismo, un’intenzione, una potenzialità e un orizzonte di (piccolo) sviluppo economico per un’area che ha tante idee, diverse aspirazioni che non riesce a concretizzare in un piano ed in una rete che valorizzi tutto il territorio.

U come uva, fortemente a rischio nel 2017. Prima la gelata repentina tra fine marzo e inizio aprile che ha compromesso gran parte del futuro raccolto. Poi una siccità senza precedenti che di fatto ha di molto tagliato la produzione. Mal comune non è mezzo gaudio in questo caso.

V come Vela, l’associazione di volontariato che assieme a Fondazione Cigno ha promosso l’operazione di parziale recupero del parco di Villa Gabrieli. Ruota tutto attorno al varo del “giardino terapeutico” che restituirebbe un ruolo centrale al parco di via Carducci.

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