Priarona: auto troppo veloci, i residenti chiedono più controlli
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
8 Dicembre 2017
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Priarona: auto troppo veloci, i residenti chiedono più controlli

I residenti di strada Priarona hanno deciso di avviare una raccolta firme per chiedere maggiori controlli, per prevenire il rischio di incidenti. Il traffico negli anni è di molto aumentato visto che tutto il traffico tra Acqui e Ovada si riversa qui, tagliando fuori l’ex statale 456 del Turchino che passa da Molare

I residenti di strada Priarona hanno deciso di avviare una raccolta firme per chiedere maggiori controlli, per prevenire il rischio di incidenti. Il traffico negli anni è di molto aumentato visto che tutto il traffico tra Acqui e Ovada si riversa qui, tagliando fuori l?ex statale 456 del Turchino che passa da Molare

CREMOLINO – Il limite di velocità sarebbe di 50 chilometri all’ora. Ma sono pochissimi gli automobilisti che lo rispettano. Tant’é che i residenti di strada Priarona hanno deciso di avviare una raccolta firme per chiedere maggiori controlli, per prevenire il rischio di incidenti. L’ultimo, in ordine di tempo, tre settimane fa: nella notte un automobilista è andato lungo su una curva, il guard rail, parzialmente divelto, gli ha impedito di finire nel fosso sottostante. La raccolta firme sta andando avanti, le adesioni sono molte. Si chiedono più controlli e anche qualche dissuasore. “La sottoporrò – spiega Mauro Beretta, sindaco di Cremolino, che a breve riceverà anche la lettera con una richiesta ufficiale di interessamento – al presidente Gianfranco Baldi al più presto”.

Il traffico negli anni è di molto aumentato visto che tutto il traffico tra Acqui e Ovada si riversa qui, tagliando fuori l’ex statale 456 del Turchino che passa da Molare. “E’ il motivo per cui – conclude il sindaco – la Provincia deve avere un occhio di riguardo”. Nel recente passato non è stato così al momento di stendere il piano neve con il declassamento della strada 204. Anche in quel caso le polemiche furono forti. La stessa 204 che da una vita è strozzata alla sua imboccatura per una frana sulla quale nessuno è mai intervenuto. Gli abitanti vorrebbero semplicemente riappropriarsi di uno spicchio della loro vita. “Era una strada panoramica punteggiata da ville e cascine – aggiunge Armanda Ferrando – Oggi per uscire dai cancelli con la macchina ci vuole una vita e si deve stare molto attenti”. E dire che la vera autostrada, la A26, dista ancora qualche chilometro. E di fare una passeggiata tra i tornanti nemmeno si parla.

 

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