Turismo, dibattito in Enoteca: ”Ovadese, è tempo delle scelte”
Le presenze dal 2002 al 2016 a Ovada sono passate da 18.712 a 23.179. E in media il territorio viene apprezzato dai turisti e anche dai tour operator. Ma sembra che manchi ancora qualcosa prima di compiere il grande passo. Bisogna fare delle scelte, a volte dolorose" spiega Luca Garavaglia, consulente del Fai.
Le presenze dal 2002 al 2016 a Ovada sono passate da 18.712 a 23.179. E in media il territorio viene apprezzato dai turisti e anche dai tour operator. Ma sembra che manchi ancora qualcosa prima di compiere il grande passo. ?Bisogna fare delle scelte, a volte dolorose" spiega Luca Garavaglia, consulente del Fai.

“Bisogna fare delle scelte, a volte dolorose. Individuare lo spirito del luogo, i suoi punti di forza, costruire un brand coerente e puntare su quello, avendo chiaro il pubblico a cui si decide di rivolgersi”. Insomma, bisognerà decidere una volta per tutte da che parte andare. Guardare alle Langhe? Restare agganciati al Monferrato? O puntare al legame con Genova? Starà al territorio scegliere, una volta sviluppata la “consapevolezza” delle sue potenzialità e compreso che un turismo di massa come quello che ha investito in Toscana la piccola Cortona forse non è nelle sue corde. I dati, comunque, dicono che l’interesse nei confronti dell’Ovadese c’è”. Lo pensano anche i tour operator, mentre Paolo Baretta, produttore vinicolo con annesso agriturismo, è andato al sodo: “Al momento sono una decina le strutture dell’Ovadese che garantiscono l’afflusso di visitatori sul territorio. La cosa più urgente è spiegare a chi arriva cosa c’è da fare in zona. Servono interventi infrastrutturali in questo senso”.