Donato alla Parrocchia un quadro di Sergio Bersi
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Redazione - redazione@alessandrianews.net  
17 Novembre 2017
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Donato alla Parrocchia un quadro di Sergio Bersi

Si tratta della prima inaugurazione nel nuovo secolo. “Sappiamo che papà era una figura schiva e misurata – commentata la figlia Paola – non ambiva ad essere nella Parrocchiale, ma sarà senz’altro contento di essere in questo contesto di artisti”.

Si tratta della prima inaugurazione nel nuovo secolo. ?Sappiamo che papà era una figura schiva e misurata ? commentata la figlia Paola ? non ambiva ad essere nella Parrocchiale, ma sarà senz?altro contento di essere in questo contesto di artisti?.

OVADA – E’ arrivato a poco più di un mese dal Natale il primo “regalo” per la Parrocchia dell’Assunta di Ovada. Nei giorni scorsi il parroco Don Giorgi Santi ha ricevuto in dono un quadro appartenente al pittore ovadese Sergio Bersi risalente al 1978 e raffigurante un Cristo in croce. Alla cerimonia di presentazione sono intervenute le tre figlie dell’artista, Paola, Donatella e Raffaella (nella foto), i rappresentanti degli Affari Economici della Parrocchia, l’Accademia Urbense, Il Sindaco Paolo Lantero e tanti fedeli che ancora oggi ricordano le doti artistiche dell’autore. La famiglia Bersi, in passato, ha già donato altre opere alla città, tra cui la scultura che rappresenta la Deposizione all’ingresso del Cimitero, le due grandi tele donate al Santuario dei Padri Cappuccini raffiguranti San Francesco e Santa Chiara, la figura in terracotta pattinata raffigurante l’artista Resecco presso l’Accademia Urbense.

Per la Parrocchia di Ovada si tratta della prima inaugurazione nel nuovo secolo che arricchisce di arte il tempio. «Siamo riconoscenti per questo gesto e dono – afferma Don Giorgio – che testimonia come l’arte questa volta sia a servizio della fede. Anche la stessa collocazione del quadro non è stata facile in una Parrocchia ricca di affreschi, ma la sistemazione in cima alla navata laterale di destra sotto una stazione della Via Crucis non è casuale». La figlia Paola oltre a ricordare i soggiorni estivi del padre ad Ovada e gli incontri d’arte con gli amici Franco Resecco e Nino Natale Proto, si è soffermata ad analizzare l’espressività dell’opera quali il volto del Cristo rivolto verso l’alto, l’atteggiamento delle braccia, i colori cupi, la crocifissione che diventa un dramma, ma nello stesso tempo serena e calma. “Sappiamo che papà era una figura schiva e misurata – commentata la figlia Paola – non ambiva ad essere nella Parrocchiale, ma sarà senz’altro contento di essere in questo contesto di artisti”. 

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