Loggia: un tesoro da rivalutare
Negli ultimi mesi una serie di iniziative per tenere aperto il gioiello del patrimonio architettonico ovadese tra opportunità di sviluppo futuro e qualche criticità
Negli ultimi mesi una serie di iniziative per tenere aperto il gioiello del patrimonio architettonico ovadese tra opportunità di sviluppo futuro e qualche criticità
OVADA – La suggestione e il fascino della Loggia di San Sebastiano come biglietto da visita della città, un luogo che sa colpire e sorprendere chi arriva da fuori. Con il teatro comunale inagibile ancora per almeno altri quindici mesi, un palcoscenico inusuale per spettacoli, un luogo di incontri da sfruttare di più. La strada è stata tracciata negli ultimi mesi dall’esordio di “Arti tra le mani”, la rassegna degli artigiani che potrebbe diventare un appuntamento annuale e dalla mostra allestita dall’Accademia Urbense e dedicata a Natale Proto. La settimana scorsa una prova generale delle potenzialità artistiche con il monologo “Il sultano e la cicala” portato da Ian Bertolini. “Ci siamo confrontati in Giunta – conferma l’assessore alla Cultura Roberta Pareto – e abbiamo concluso che vale la pena utilizzare maggiormente la Loggia per iniziative pubbliche. Ovviamente con le attenzioni dovute per un luogo d’arte sottoposto a tutela e oggetto di un recupero architettonico importante una ventina d’anni fa. Se però la Loggia sarà maggiormente aperta sarà una novità positiva”.
La Loggia di San Sebastiano è stata per molti anni la Chiesa Parrocchiale intitolata a Santa Maria. Oltre a essere il principale centro religioso della città, per un certo periodo è stato anche il luogo prescelto per le manifestazioni più importanti della vita civile: al suo interno si tenevano i consigli e incontri pubblici. Fino all’Ottocento la chiesa era ricca di lapidi e sepolcreti che vennero rimossi agli inizi dell’Ottocento quanto fu soppressa la Confraternita di San Sebastiano e l’edificio trasformato in Loggia coperta per il Mercato sostituendo quella più antica posta in Piazza Mazzini. C’è anche una ragione economica che spinge in questa direzione: lo spazio è l’unico di proprietà comunale attualmente disponibile e questo consente di non corrispondere affitto in occasione di iniziative come la recente serata organizzata dal Comitato Trasporti Valli Orba e Stura sui problemi dei pendolari. I limiti sono chiari: difficoltà a riscaldarla adeguatamente, un’acustica imperfetta e difficile da gestire per spettacoli musicali, spazi e una capienza limitata a 100 spettatori molto ridotti.
Tra i prossimi appuntamenti previsti il più ravvicinato è collaudato con la riproposizione di “Tartufi e vino” organizzato dalla Pro Loco. La vera prova generale sono però le due serate dell’1 e 2 dicembre nelle quali è prevista, nell’ambito del neonato “Rebora festival di Ovada” la presentazione del disco più recente di Beppe Gambetta. Il grande musicista, virtuoso della chitarra acustica che da poco più di un anno ha scelto la nostra città come “buen ritiro” tra una tournè e l’altra, ha deciso di puntare sulla Loggia per la sua posizione centrale e il carico emotivo ideale per un concerto di quel tipo.