Gabriele Lanza: lo sport oltre la disabilità
A 11 anni una brutta caduta dallo skylift e una menomazione permanente alla gamba. Tre anni fa la prima esperienza con lo sledge hockey e i Tori Seduti di Torino. "Amo l'agonismo e gli sport di squadra. Sogno le Paralimpiadi 2018"
A 11 anni una brutta caduta dallo skylift e una menomazione permanente alla gamba. Tre anni fa la prima esperienza con lo sledge hockey e i Tori Seduti di Torino. "Amo l'agonismo e gli sport di squadra. Sogno le Paralimpiadi 2018"
OVADA – Il campo che non ti concede pause, un ritmo sempre altissimo. L’inseguimento del disco sul ghiaccio che assume il valore superiore di un ostacolo abbattuto con forza e volontà. Gabriele Lanza ha conosciuto lo sledge hockey nel 2015. Da quel giorno non l’ha più abbandonato. Oggi è tra i protagonisti del campionato italiano con la maglia gialloblu dei Tori Seduti di Torino. Il suo terzo campionato è iniziato qualche settimana fa. “Giocavamo – racconta – contro i campioni d’Italia, le South Tyrol Eagles, abbiamo lottato ma abbiamo subito due sconfitte. In questo momento l’organico è un po’ contato”. Il ruolo di Gabriele è quello di ala avanzata. La possibilità di praticare sport di squadra una rivincita attesa per anni. “A 11 anni ho avuto una brutta caduta mentre stavo sciando. La conseguenza un’avulsione nervosa. Oggi non posso muovere alcuni muscoli della gamba sinistra. Recuperare non è stato facile. Ci ho messo anni di fisioterapia, tanto nuoto e un tutore portato negli anni delle scuole superiori. Ho però sempre cercato di non essere troppo limitato da quel che era successo”. “Sport di più” è il sodalizio che gli ha dato la possibilità di riprovare con l’agonismo. “Da bambino giocavo a calcio: ero molto scarso – ride Lanza – Poi ho provato con pallavolo e arti marziali. Gli sport di squadra hanno qualcosa in più perché ti danno la possibilità di conoscere tanta gente. Nel mio caso ti aiuta anche a contestualizzare quello che ti è successo, specie quando incontri persone che affrontano disabilità più significative della tua”.Lo sport ora scandisce la sue giornate, al di là del lavoro e della vita da pendolare sull’Acqui – Genova. Gli allenamenti sono due sere alla settimana, a Torino. “Il livello è alto, in squadra ci sono diversi giocatori che fanno parte della nazionale”. Proprio la maglia azzurra è un sogno in vista delle prossime Paralimpiadi in programma in Corea del Sud l’anno prossimo. “E’ difficile. Ho fatto un allenamento ma è probabile che alla fine le scelte ricadano sul gruppo che negli ultimi anni si è dimostrato molto forte, assicurando il quinto posto nel ranking mondiale. Io però a 26 anni ho l’età dalla mia. Devo migliorare e aspettare il mio turno. I giochi olimpici? Sono un sogno dal 2004, dall’edizione di Atene: avevo 12 anni e rimasi estasiato a seguire quante più gare possibili”. Nel frattempo ha fatto capolino una nuova idea, tornare a praticare lo sci. “I responsabili della mia associazione – conclude – mi hanno proposto di disputare qualche prova di Coppa Italia. All’inizio un po’ di paura c’è stata. Ma poi ho deciso di tentare”.
(Nella foto Gabriele Lanza, il primo a sinistra, con la sua squadra)
