Via del fiume e panchine: riparte “Anche tu per Ovada”
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
5 Ottobre 2017
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Via del fiume e panchine: riparte “Anche tu per Ovada”

Sono le due mansioni da affidare ai richiedenti asilo da Comune e Caritas nell'ambito del progetto di integrazione già sperimentato la scorsa primavera

Sono le due mansioni da affidare ai richiedenti asilo da Comune e Caritas nell'ambito del progetto di integrazione già sperimentato la scorsa primavera

OVADA – Si partirà rimettendo a posto per l’ennesima volta il tratto di via del Fiume accanto a via Voltri, una delle mete preferite dei vandali ovadesi. Poi partirà il censimento delle panchine in legno sul territorio comunale, operazione preliminare all’intervento per rimetterle a posto. E’ quanto uscito dall’incontro, in scena qualche giorno fa, tra i responsabili del comune e la Caritas, in primis don Giorgio Santi. Proprio l’associazione la settimana scorsa aveva lanciato un appello perché non si perdere l’esperienza maturata nei mesi scorsi con la sperimentazione di “Anche tu per Ovada”, il progetto avviato per l’inclusione di richiedenti asilo ospitati dalle cooperative nella nostra città. “L’incontro – spiegano da Caritas – è stato molto proficuo. Dopo il censimento delle panchine danneggiate il Comune avvierà la procedura per l’acquisto del materiale necessario. L’intento per quanto riguarda la via del fiume è quello di mantenerla sempre fruibile per i cittadini”. All’incontro erano presenti il sindaco, Paolo Lantero, l’assessore alle Politiche Sociali, Simone Subrero, e l’ingegnere capo dell’Ufficio Tecnico Guido Chiappone. L’assessore Subrero ha ricordato che le attività del progetto potrebbero, ora che il rodaggio è terminato, spaziare anche in altri ambiti, che comprendano servizi ad esempio alla biblioteca (catalogazione) non prettamente “di manovalanza”, per dare maggiori possibilità ai ragazzi di confrontarsi con la città che li ospita. È stata anche discussa la possibilità di affiancare alcuni dei ragazzi ai cantonieri, ma è stato valutato che la cosa non è fattibile.

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