“Non è vero che non ci sei più nonno”
A pochi giorni dal funerale di Francesco Scuderi, riceviamo e pubblichiamo la lettera con quale la nipote Anita, tramite i genitori l'ha voluto salutare
A pochi giorni dal funerale di Francesco Scuderi, riceviamo e pubblichiamo la lettera con quale la nipote Anita, tramite i genitori l'ha voluto salutare
OVADA – La piccola Anita ha solo 7 mesi, non sa parlare né tanto meno scrivere. La mamma Elena e il papà Luca hanno voluto dare voce alla bimba e scritto per lei una lettera indirizzata al nonno, che lei non potrà conoscere davvero ma con cui aveva già un legame speciale. Eccola.
“Ciao nonno Franco! Qualche giorno fa abbiamo pranzato insieme e poi sei uscito, sei andato a fare un giro con il tuo aeroplanino, il “tuo bambino” lo chiamavi… Mamma e papà mi hanno detto che sei volato alto alto nel cielo! Io sto crescendo, adesso ho 7 mesi, ma quel primo dentino che tanto aspettavi non è ancora uscito. In questi giorni ho sentito tante persone che non conoscevo parlare di te, hanno detto tutti tante belle parole… Io non so ancora parlare se no gli direi:”Certo! È il mio nonno!”. Mi hanno detto che al tuo funerale c’erano un sacco di persone che ti vogliono bene. Io non lo so cos’è un funerale, ma penso sia stata una grande festa! Chissà come sei stato contento di vedere tutta la gente che ti vuole bene, tutti insieme per te! Però non capisco perché la mamma, la nonna e il papà sono così tristi… Dicono che non ci sei più… Ma come? Non è vero! Io ti vedo ogni volta che guardo la mamma negli occhi…
E ogni volta che la nonna mi accarezza sento anche le tue manone ruvide, quelle manone con cui eri capace a fare tutto… E quando papà mi porta fuori con il passeggino e mi canta la canzone di “Whisky il ragnetto” sento anche la tua voce… Come siete stonati, tu e papà! Eppure, con quella canzone riuscite sempre a tranquillizzarmi e a farmi ridere. Io ti vedo, mi sorridi sempre come mi sorridevi il giorno del battesimo e come mi sorridevi ogni volta che mi vedevi… Aspettavi che papà mi portasse dalla nonna per andare a fare una passeggiata, tu ed io da soli. Perché i grandi non capiscono? Non è vero che non ci sei più! E ogni volta che con le mie piccole manine gli do una carezza o li abbraccio, sei tu che li stai abbracciando. Papà mi ha detto che adesso sei il mio angelo custode speciale! Ma tu lo sei stato dal momento che sono nata! Non ti preoccupare, nonno, che ci penso io a dargli una guardata a questi qua… E quando saprò parlare gli dirò che sono proprio dei polletti d’allevamento, come facevi sempre tu! Salutami la zia Vita, anche se non l’ho mai conosciuta, e tutti i miei bisnonni che sono con te. Ti voglio bene nonno! La tua adorata Anita”.