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Verdaguer: nei suoi disegni un ponte tra Ovada e New York
L'artista americano espone i suoi lavori in via Cairoli fino al 30 settembre. "Qui la gente è curiosa, fa domande. In America c'è tanta indifferenza"
L'artista americano espone i suoi lavori in via Cairoli fino al 30 settembre. "Qui la gente è curiosa, fa domande. In America c'è tanta indifferenza"
OVADA – “L’estate? E’ il momento ideale per lavorare”. Per questo gli acquerelli che Raymond Verdaguer, illustratore del New York Times che negli ultimi quattro anni ha trascorso lunghi periodi tra Casaleggio e Ovada, sta esponendo in via Cairoli all’interno dello “spazio arte” gestito da “Il salotto” sono tutti stati realizzati in tempi recentissimi, tra luglio e agosto. Un tema ricorrente: i due campanili della Parrocchia dell’Assunta. “Sono di New York – racconta l’artista – molti americani sono convinti che il concetto di sviluppo in altezza della città sia nato li. Invece è solo cambiato dal punto di vista architettonico il modo di svilupparlo”. I due campanili sono riprodotti da diversi punti di osservazione: il centro storico, lo spazio lasciato libero allo sguardo dalle volte del ponte della Veneta. Anche le xilografie ripropongono lo stesso tema. Ma ggiungono anche due visioni della grande Mela, il ponte di Brooklin. “La mostra? Nasce da un’esigenza di contatto con la gente. In questi quattro anni mi è stato proposto di realizzarla a Casaleggio. Ma questo è il punto ideale: la gente si ferma, è curiosa, fa domande. Negli Stati Uniti ci sarebbe tanta indifferenza”. La mostra sarà aperta fino al 30 di settembre. Dopodiché Verdaguer tornerà negli Stati Uniti. Solo un arrivederci. Stanno nascendo altri interessanti progetti. Per tutta la settimana gli orari di visita sarano al mattino dalle 10.00 alle 12.00, al pomeriggio dalle 17.00 alle 19.00.