Solimarket: apre il negozio dei beni riciclati
Apre i battenti in via Lung'Orba la catena basata su un progetto solidale supportato dal comune di Ovada, dalla Caritas Parrocchiale e dalla cooperativa Social Domus. Si tratta spiega il responsabile del progetto di un negozio che rimette in circolazione oggetti che in condizioni normali finirebbero inutilizzati"
Apre i battenti in via Lung'Orba la catena basata su un progetto solidale supportato dal comune di Ovada, dalla Caritas Parrocchiale e dalla cooperativa Social Domus. ?Si tratta ? spiega il responsabile del progetto ? di un negozio che rimette in circolazione oggetti che in condizioni normali finirebbero inutilizzati"
OVADA – “Meglio prevenire che smaltire”. Con questa filosofia – che ha fatto proseliti anche nel mondo del web – è stato avviato, tre anni fa, il progetto Solimarket nel comune di Acqui Terme. L’economia legata al riutilizzo dei beni, che mantiene il suo epicentro nella città termale avrà, a partire da metà luglio, ora un luogo fisico per svilupparsi. “Si tratta – spiega Pietro Stocchi, responsabile del progetto Solimarket – di un negozio che rimette in circolazione oggetti che in condizioni normali finirebbero in discarica o inutilizzati da qualche parte: mobili, vestiti, elettrodomestici. Chi li acquista può farlo a prezzi calmierati. L’obiettivo è duplice: contribuire, anche se in minima parte alle gestione e limitazione dei rifiuti, fornire un aiuto concreto a chi ha difficoltà economiche”.
L’iniziativa ha già ricevuto il supporto del comune di Ovada, Caritas Parrocchiale e cooperativa Social Domus. In particolar modo, per quest’ultime due realtà citate, è previsto il versamento del 10% del ricavo – sotto forma di buoni d’acquisto tra le persone assistite – della nuova realtà commerciale. “La merce donata – prosegue Stocchi – da chi altrimenti se ne disferebbe rappresenta un’opportunità per il territorio perché attraverso il negozio è possibile creare lavoro per persone svantaggiate e, al tempo stesso, promuove una vita più sobria e a minor impatto ambientale”. Il negozio di Acqui è gestito da due persone occupate in pianta stabile all’interno del negozio. In una fase iniziale l’orario sarà part time. Ma all’interno degli spazi saranno organizzati anche incontri e dibattiti sul tema del dono, del riciclo e della sostenibilità. “Ci sono già diversi esempi che hanno dimostrato di funzionare egregiamente. Il passo successivo è quello di stringere accordi con le società che di rifiuti di occupano per recuperare quanto è ancora utilizzabile. Il negozio diventa vero e proprio di scambio di esperienze e momenti di vita in comune”.