Una foto generica del letto del torrente
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Silvano: ricorso per la centralina sul Piota
Un cittadino che rischia l'esproprio riapre la polemica sull'impianto autorizzato dalla Provincia di Alessandria dopo anni di tira e molla
Un cittadino che rischia l'esproprio riapre la polemica sull'impianto autorizzato dalla Provincia di Alessandria dopo anni di tira e molla
OVADA – In fondo non poteva che finire così. A rivolgersi al tribunale superiore delle acque pubbliche è stato un cittadino di Silvano d’Orba che rischia l’esproprio per permettere i lavori di costruzione della centralina idroelettrica sul Piota autorizzata dalla Provincia di Alessandria e proposta dalla Noviconsult di Basaluzzo. Da anni, cittadini e associazioni contestano l’opera per il pesante impatto ambientale che avrà nella zona: è infatti previsto il rifacimento del canale esistente, lungo 1,3 km, in cemento armato, la realizzazione di una traversai di 70 metri lungo il Piota e altri interventi, molti dei quali previsti nel terreno della cascina del ricorrente. La centralina in questione avrà avrà una potenza di 154 Kw e funzionerà per circa sette mesi all’anno. La centralina, sostiene il legale Pietro Ferraris, dello studio Robaldo-Ferraris di Milano nel testo del ricorso presentato qualche giorno fa, oltre a pregiudicare l’accesso alla proprietà del ricorrente, “comporterà un aggravio del rischio di allagamento della zona, come già avvenuto in passato”, in caso di piene del Piota. Nel ricorso si evidenzia anche l’abbattimento di un bosco in maniera difforme da quanto previsto dall’autorizzazione rilasciata dalla Provincia. Chi pensava che con il via libera definitivo la polemica si sarebbe stemperata si era sbagliato.