Cia e Confagricoltura: addio al Consorzio agrario
Le organizzazioni lasciano la struttura consortile mancanza di informazione delle strategie, ma soprattutto per le criticità del Bilancio. Nel mirino la politica gestionale a maggioranza Coldiretti
Le organizzazioni lasciano la struttura consortile ?mancanza di informazione delle strategie?, ma soprattutto per le criticità del Bilancio. Nel mirino la politica gestionale a maggioranza Coldiretti
ECONOMIA – Addio al Consorzio agrario del Piemonte Orientale. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) e Confagricoltura di Alessandria escono dalla struttura consortile (Cadelpo) che ha sede a Vercelli e ha aggregato Alessandria, Novara e Vercelli. La motivazione ufficiale è la “mancanza di informazione delle strategie consortili, in particolare relative alla imminente unione con il Consorzio del nord Piemonte”, ma subito dopo c’è quella economica come spiegano i due presidenti, Luca Brondelli di Brondello (Confagricoltura) e Gian Piero Ameglio (Cia). “Al momento della fusione dei Consorzi di Alessandria, Novara e Vercelli i rispettivi bilanci, insieme, presentavano un volume di affari che si aggirava intorno ai sessanta milioni di euro. Attualmente l’importo risulta addirittura dimezzato e nutriamo forti perplessità per il futuro. L’attuale gruppo di maggioranza ha mostrato chiaramente di voler assumere decisioni in base a valutazioni politiche essenzialmente estranee al territorio locale. Pertanto, le condizioni di collaborazione da parte nostra sono definitivamente decadute con conseguente venir meno di ogni appoggio politico-istituzionale”.
L’attuale maggioranza del Consiglio di amministrazione del Consorzio è detenuta dai rappresentanti della Coldiretti ed è nel mirino di Cia e Confagricoltura da tempo. “Il Cda – affermano Ameglio e Brondelli di Brondello – non ha individuato adeguati indirizzi per la gestione della struttura consortile e ha indicato al Consiglio, come unico mezzo salvifico rispetto alle difficoltà di bilancio, l’ipotesi di affitto di azienda al Consorzio agrario delle province del nord Ovest. Le scelte economico-gestionali e societarie e le proposte individuate hanno determinato in questi anni di esercizio una situazione di svantaggio e avranno in futuro un impatto negativo”. L’anno scorso, in piena ‘guerra del grano’, Cia e Confagricoltura avevano avuto parole dure sull’ultima gestione del Consorzio agrario, “storica struttura del territorio e caposaldo di molti produttori”, che deve “smettere di chiudere in perdita i bilanci (l’ultimo ha registrato un rosso di tre milioni). Gli agricoltori – avevano dichiarato i presidenti – non hanno più fede verso chi li ha amministrati negli ultimi anni e che ha causato perdite per oltre dieci milioni di euro”.
