Predosa, cromo nell’acqua entro i limiti. “Ma si può fare meglio”
Cromo esavalente nellacqua a Castelferro e Mantovana: una vicenda che si trascina da tempo ma che non desta preoccupazione, perché i valori sono ben al di sotto del limite di legge. "I nostri obiettivi rimangono il potenziamento dellinterconnessione e la realizzazione di un nuovo pozzo in collina", dicono dal Comune
Cromo esavalente nell?acqua a Castelferro e Mantovana: una vicenda che si trascina da tempo ma che non desta preoccupazione, perché i valori sono ben al di sotto del limite di legge. "I nostri obiettivi rimangono il potenziamento dell?interconnessione e la realizzazione di un nuovo pozzo in collina", dicono dal Comune
PREDOSA – Quella del cromo esavalente nell’acqua che esce dai rubinetti a Castelferro e Mantovana, frazioni di Predosa, è una vicenda che si trascina quasi da un anno e mezzo. La situazione – va detto subito – non deve destare preoccupazione: la presenza di cromo esavalente si è attestata sotto i 5 microgrammi per litro, ben al di sotto del limite di legge. «Ma i nostri obiettivi rimangono il potenziamento dell’interconnessione Predosa-Castelferro e la realizzazione di un nuovo pozzo in zona collinare: esiste la possibilità di migliorare e quindi diciamo con forza agli enti preposti che sarebbe sconsiderato non coglierla», fanno sapere dall’amministrazione comunale di Predosa.
Era l’11 febbraio 2016 quando il sindaco Giancarlo Rapetti riunì la popolazione di Castelferro e Mantovana per riferire che, in base alle analisi dell’Arpa, nell’acqua c’era cromo esavalente con un valore massimo riscontrato di 7,5 microgrammi per litro, ben all’interno dei limiti di potabilità (50 microgrammi/litro), ma superiore anche se di poco alla soglia di attenzione di 5 microgrammi.
Nessun allarme, ma dal municipio di Predosa partirono due richieste di intervento agli enti preposti, vale a dire l’Ato 6 e Gestione Acqua. Il primo intervento venne portato a termine già ad aprile dell’anno scorso: l’alimentazione parziale dai pozzi di Predosa del serbatoio che distribuisce l’acqua a Castelferro e Mantovana. In questo modo il cromo viene “diluito” e rimane sotto la soglia dei 5 microgrammi. Dal Comune però chiedono che l’interconnessione venga potenziata.
Il secondo intervento, più complesso, prevede la realizzazione di un nuovo pozzo in collina, con il doppio beneficio di superare il problema del cromo esavalente e di evitare la sostituzione della vecchia tubazione in eternit tra il pozzo del Retortino e il serbatoio di Castelferro. Il progetto ha ricevuto un primo ok, ma non sono stati ancora definiti i tempi di realizzazione.
Nel frattempo, è cambiata la normativa: il livello di potabilità dell’acqua è stato drasticamente ridotto, con decreto del Governo che entrerà in vigore il prossimo 15 luglio, scendendo, per quanto riguarda il cromo esavalente, dai 50 ai 10 microgrammi per litro. «Abbiamo fatto bene a occuparci della questione prima che divenisse un problema – dicono dall’amministrazione comunale – Il nuovo decreto comunque conferma che la situazione dell’acquedotto di Castelferro e Mantovana è buona, meno della metà dei limiti di legge, che sono i più restrittivi al mondo».