La “guerra” per l’acqua di Bosio
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La “guerra” per l’acqua di Bosio

Contenzioso tra il comune di Bosio e la Mediterranea delle Acque. "La società che ha in gestione le dighe non ha versato tasse comunali per 1,2 milioni di euro. Quei soldi ci spettano e servono per sistemare il paese", dicono i membri del comitato "Rispetto Bosio"

Contenzioso tra il comune di Bosio e la Mediterranea delle Acque. "La società che ha in gestione le dighe non ha versato tasse comunali per 1,2 milioni di euro. Quei soldi ci spettano e servono per sistemare il paese", dicono i membri del comitato "Rispetto Bosio"

BOSIO – Un milione e 200 mila euro. E’ il conto presentato dal comune di Bosio alla Mediterranea delle Acque, gruppo Iren, per tasse mai pagate. Ieri un gruppo di cittadini, che hanno costituito il comitato “Rispetto Bosio” ha deciso di fare sentire la loro voce, in attesa della decisione della Commissione Tributaria Regionale, dove il piccolo comune della Val Lemme e il “colosso” dell’energia hanno un contenzioso aperto.

La vicenda risale al 2013, quando l’amministrazione invia alla società un avviso di accertamento per il pagamento delle imposte arretrate, ritenendo gli sbarramenti sul Gorzente un immobile equiparabile ad una fabbrica. Mediterranea delle Acque, infatti, preleva acqua ad uso potabile destinata a Genova che incanala lungo una condotta di 2 chilometri fino a Isoverde, nel comune di Campomorone. Nel contempo sfrutta la forza dell’acqua per produrre 1,6 milioni di chilowatt annui di energia idroelettrica. L’azienda, impugna però l’accertamento e la commissione tributaria provinciale si esprime a favore di Mediterranea delle Acque. Il Comune, rivoltosi ad uno studio legale, decide di fare ricorso e il contenzioso è attualmente pendente davanti alla commissione tributaria regionale. 
Lo striscione appeso nella piazza principale parla chiaro: “1.200.000 euro, sono soldi del comune di Bosio”. “Il prossimo anno sarà il settantesimo anniversario della nascita del nostro comune – spiega Andrea Costanzo del comitato – Ci sono frane ancora da sistemare dal 2014, non c’è un campo da calcio per i bambini, non ci sono soldi per fare manutenzione. Il nostro obbiettivo è quello di sistemare il paese, per l’anniversario, con i soldi che ci sono dovuti”.
A risploverare la vicenda, in attesa della decisione della commissione tributaria, che avrebbe dovuto pronunciarsi lo scorso settembre, sono stati soprattutto gli anziani. “Bosio è il paese della Resistenza, della Benedicta. Questa è la nostra resistenza”, dicono. 
Dalla prima bocciatura, infatti, i cittadini si sono informati, scoprendo che “la regione Piemonte ha approvato la derivazione d’acqua nel 1996 ed è tutt’ora in attesa di rinnovo”. Non solo: il piano di tutela delle acque prescrive un prelievo di 600 litri al secondo “mentre l’azienda ne preleva 950 litri”. Quando le autorizzazioni dovranno essere rinnovate, “chiediamo che venga introdotta la riserva delle acque, come avviene in Trentino, ossia un minor prelievo in caso di siccità. Perchè, alla fine, la valle rischia di restare a secco per dare acqua a Genova”. 
A “Rispetto Bosio” risulta infatti che, in casi analoghi, le società paghino regolarmente il dovuto. “Chiediamo che ci venga riconosciuto quanto ci spetta – dicono – e che vengano fatti i lavori necessari per la sopravvivenza del paese”. 
Mediterranea Acque attende, invece, il pronunciamento della commissione tributaria. 

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