Cura del disagio psichico, “le cose stanno cambiando, ma non in meglio”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
22 Marzo 2017
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Cura del disagio psichico, “le cose stanno cambiando, ma non in meglio”

A dirlo è Mario Chirico, dell'associazione Il Tiretto, che invita a partecipare alla riunione che si svolgerà in merito a Cascina Orto, a Pasturana: "mai come in questo momento in cui si torna a parlare di manicomi è importante essere protagonisti nelle scelte che ci riguardano come utenti o come famigliari".

A dirlo è Mario Chirico, dell'associazione Il Tiretto, che invita a partecipare alla riunione che si svolgerà in merito a Cascina Orto, a Pasturana: "mai come in questo momento in cui si torna a parlare di manicomi è importante essere protagonisti nelle scelte che ci riguardano come utenti o come famigliari".

SOCIETA’ – “In nome di una improbabile economicità, che tanto fa rima con cronicità, negli ultimi due anni la politica regionale è intervenuta a piedi giunti, con due delibere sulla residenzialità psichiatrica che fanno apparire la cura come un accessorio da relegare ad accademico chiacchiericcio di perditempo tra the e pasticcini e la famiglia come un utile ma marginale contenitore da coinvolgere come bacino di espansione”. A dirlo è Mario Chirico, volontario dell’associazione Il Tiretto che dal ’99 si occupa di persone affette da disagio psichico e che intende farsi portavoce delle loro esigenze verso le istituzioni politiche, culturali e sociali.

“Solo la caparbietà delle Associazioni di famigliari e utenti (tra cui Il Tiretto) ha saputo al momento porre un argine a tutto questo, chiedendo e ottenendo dal TAR, per ben due volte, la sospensione delle due delibere regionali – continua Mario Chirico – A questo punto è giunto il momento che ognuno di noi, utente, famigliare o cittadino attivo che sia, diventi responsabile e parte attiva nella definizione delle regole intervenendo, attraverso l’Associazione, nella loro stesura per evitare che in un futuro assai prossimo, possano condizionare la cura dei propri cari e la serenità delle famiglie.
L’esigenza di essere parte di una Associazione di Famigliari e Utenti, nasceva per condividere con altri le difficoltà, la fatica e la tensione che si incontrano con l’insorgere della malattia mentale.
Era anche il tentativo di soddisfare il desiderio di creare una comunità che potesse far sentire tutti meno soli di fronte al disagio che questa patologia comporta e affermasse il diritto di vedere attuata la legge 180 che, per la prima volta, dava al malato mentale lo statuto di cittadino e i conseguenti diritti costituzionali che ne derivavano.
Dopo i tentativi da parte di certa politica di anteporre alla logica del diritto alla salute, la logica del risultato economico, occorre essere consapevoli che le cose stanno mutando e certamente non in meglio. Forse, mai come in questo momento in cui si torna a parlare di manicomi che, ancorché colorati e con i fiori sui davanzali, ricacceranno tutti in un medioevo culturale, è così importante essere protagonisti nelle scelte che ci riguardano come utenti o come famigliari”.

Proprio per rivolgere lo sguardo verso chi sta cambiando le regole del gioco (“che tanto gioco non è visto che riguarda cura e salute”) e per discutere delle difficoltà che, a causa delle Delibere che trattano della cura psichiatrica, l’associazione – e chi opera nello stesso ambito – si troverà ad affrontare nel prossimo futuro, mercoledì 29 marzo alle 15 ci sarà una importante riunione della Associazione. 
L’incontro si svolgerà nell’Agriturismo Cascina Orto di Pasturana –  luogo dove si svolge una parte del progetto “Pazza Idea 2017”. 

“L’invito alla partecipazione – conclude Mario Chirico – è rivolto non solo ai soci attivi del Tiretto. Oggi è necessario valorizzare il ruolo delle famiglie e non possiamo aspettare che lo facciano gli altri. Noi vi aspettiamo affinché nessuno possa raccontare di noi: “Alla fine… affogarono perché si vergognavano o avevano timore di chiedere aiuto””. 

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