Il “caso Telecity” arriva in Regione
Il consigliere Walter Ottria porta in discussione del Consiglio Regionale una question time sui licenziamenti annunciati a Telecity. L'assessore Pentenero: apriremo un tavolo istituzionale
Il consigliere Walter Ottria porta in discussione del Consiglio Regionale una question time sui licenziamenti annunciati a Telecity. L'assessore Pentenero: apriremo un tavolo istituzionale
LAVORO – “Gli esuberi annunciati a Telecity, con la chiusura della redazione di Torino e il possibile accorpamento tra la sede storica di Castelletto d’Orba e quella di Alessandria comprometterebbe seriamente la presenza dell’emittente locale sul nostro territorio. In un quadro caratterizzato da una generale crisi del settore, inoltre, rappresenterebbe un ulteriore colpo al pluralismo dell’informazione”. A dirlo è l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero in risposta a un question time del consigliere democratico Walter Ottria. “L’Assessorato regionale al Lavoro – aggiunge Pentenero – sta seguendo con molta attenzione la vicenda e, nonostante la trattativa si svolgerà in sede ministeriale, ha intenzione di convocare un tavolo regionale, cui sarà invitata la proprietà, per individuare tutte le misure disponibili a salvaguardia dei livelli occupazionali e della presenza della storica emittente in Piemonte. Siamo inoltre intenzionati – conclude Pentenero – a metterci in contatto con il ministero dello Sviluppo economico per partecipare al tavolo nazionale della trattativa”.
“Il taglio del 60% del personale del Gruppo è un problema enorme sia dal punto di vista strettamente lavorativo sia per un eventuale rilancio del network – è il primo commento del consigliere Ottria –; in un contesto di crisi come l’attuale, sessantanove licenziamenti sono un numero difficile da collocare in altri contesti lavorativi e necessita pertanto di un’attenzione particolare.
Inoltre appare improbabile che da un massiccio taglio di personale specializzato (giornalisti, operatori di ripresa, impiegati e tecnici) e dalla chiusura delle sedi di Torino e Genova possa nascere una moderna rete televisiva di intrattenimento ed informazione; è più che probabile invece un ridimensionamento a network di sole televendite. Le rinunce da parte dell’azienda ai piani di rilancio proposti dai sindacati e la reiterata rinuncia agli ammortizzatori sociali messi a disposizione dalla legge – è ancora il pensiero di Ottria – sono un segnale inequivocabile di rinuncia di qualsiasi progetto futuro”.
“Tale orizzonte – sostiene ancora il consigliere alessandrino – è certamente svilente per la storia di Telecity, da più di quarant’anni punto di riferimento per un numero molto ampio di telespettatori ed esempio di giornalismo professionale per molte realtà locali a cui ha assicurato, e assicura ancora oggi, un fondamentale pluralismo informativo. Posso testimoniare personalmente – conclude Ottria – riguardo alla professionalità dei tanti lavoratori del network che ha assicurato uno spazio di libertà nel mondo dell’informazione”.
(nella foto: lo sciopero dei lavoratori davanti alla Prefettura di Alessandria del 27 febbraio)