“Schiene”: Lucia Bianchi racconta le donne
Sabato 25 febbraio al Di Noi Tre la presentazione e la vernice della mostra. L'autrice ha ritratto schiene di donne e ragazze ovadesi. "Mi interessava - spiega - un punto di vista inusuale"
Sabato 25 febbraio al Di Noi Tre la presentazione e la vernice della mostra. L'autrice ha ritratto schiene di donne e ragazze ovadesi. "Mi interessava - spiega - un punto di vista inusuale"
ALESSANDRIA – Le mostre al Di Noi Tre alternano nuovamente le illustrazioni con la fotografia per un appuntamento speciale, dedicato alle donne, che accavallerà la sua permanenza come esposizione all’8 marzo, cercando però di uscire dai riti e dagli stereotipi, coinvolgendo le donne in un dialogo insieme alle associazioni che di donne si occupano. La donna comunica tutto ciò che di espressivo ha attraverso il suo volto, i suoi gesti e movimenti, dal mattino quando si alza finché il giorno finisce. Ma quando finisce il giorno per una donna? Il sorriso del primo mattino al marito, figli, al lavoro, il pranzo e cena da preparare, le incombenze da sbrigare, fuori casa e in casa, la sua solitudine, i troppi si e i pochi no, magari dopo aver passato una notte insonne carica di pensieri per la testa, cercando di trovare una soluzione ai problemi del quotidiano o ancora più complessi.
“Tutto ciò mi ha fatto riflettere – dice Lucia Bianchi – non che l’uomo sia discriminato, per la carità! Ma la donna, soprattutto con quello che purtroppo accade tutti i giorni, va elogiata. Mi sono domandata quale fosse la parte più vulnerabile, più nascosta, che vedono solo gli altri, ma a volte nemmeno. Quale se non la schiena? E allora perché non farla bella? Perché non renderle omaggio? Tante donne hanno risposto al mio appello, e lo possono ancora fare, per partecipare a questo progetto che è solo all’inizio. Avevo di dar luce alle donne, di non renderle più vulnerabile, di non nasconderle, ma di mostrarle… finalmente”.
La mostra Schiene, con ingresso libero, sarà visitabile fino al 25 marzo nell’orario di apertura del locale in via Plana 15, dalle 19,30 alle 2 (con chiusura il martedì).
La storia completa in edicola su “l’ovadese” da giovedì 23 febbraio.