“Giù le mani dal Lupo”, le Regioni pronte a fare marcia indietro
Mail, post, messaggi virali. La campagna #giùlemanidalLupo e #cacciaunno è partita ieri sui social media ed ha inondato le caselle postali delle regioni italiane di e-mail. Oggi infatti si riunirà la conferenza Stato/Regioni per esprimersi sulla legge di Conservazione del Lupo che, però, ne prevede anche l'abbattimento. Molte regioni hanno fatto marcia indietro: l'articolo sull'abbattimento sarà stralciato e approfondito in seguito
Mail, post, messaggi virali. La campagna #giùlemanidalLupo e #cacciaunno è partita ieri sui social media ed ha inondato le caselle postali delle regioni italiane di e-mail. Oggi infatti si riunirà la conferenza Stato/Regioni per esprimersi sulla legge di ?Conservazione del Lupo? che, però, ne prevede anche l'abbattimento. Molte regioni hanno fatto marcia indietro: l'articolo sull'abbattimento sarà stralciato e approfondito in seguito
SOCIETA’ – Mail, post, messaggi virali. La campagna #giù le mani dal Lupo e #caccia un no è partita ieri sui social media ed ha inondato le caselle postali delle regioni italiane di e-mail. Oggi infatti si riunirà la conferenza Stato/Regioni per esprimersi sulla legge di “Conservazione del Lupo” che, però, ne prevede anche l’abbattimento. A fianco delle associazioni animaliste, si sono schierate anche alcune forze politiche, tra cui Sel:
“I lupi sono sotto protezione dal 1970, ma le deroghe al divieto di abbattimento esistono nei piani di conservazione già dal 1992 e sono entrate nell’ordinamento giuridico cinque anni più tardi. Tuttavia il WWF – allarmato come molte altre associazioni ambientaliste – si è appellato al Ministro dell’Ambiente, poiché se è vero che il numero dei branchi è in aumento e mette in pericolo le greggi, «quella contenuta nel documento è una pericolosa forzatura dei dati e della legislazione che fa prevalere la pressione di alcune categorie economiche sul volere della maggioranza dei cittadini»”. Non solo: la stagione venatoria appena conclusa riporta la solita strage alle specie protette, e la possibile apertura della «caccia di controllo» al lupo appenninico si inscriverebbe in questo solco.
“Abbiamo salvato il lupo dall’estinzione e ora ne vorremmo ‘regolare la densità demografica’ perché se ne va in giro libero per l’Appennino?” – si domanda il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi – “Ancora ci sfugge che non siamo i signori del creato. Piuttosto ci si occupi di stanziare risorse per tutelare e risarcire gli allevatori, se si vuole evitare che ingrossino le fila degli appassionati di caccia. Ci pensano già i bracconieri ad abbattere centinaia di lupi nelle maniere più barbare”.
Le Regioni, tuttavia, sembrano voler fare marcia indietro rispetto all’articolo sugli abbattimenti che sarà stralciato dal resto della legge, per consentire un approfondimento.
Ne ha dato notizia anche il presidente Sergio Chiamparino e l’assessore Alberto Valmaggia: “Personalmente ritengo che, compatibilmente con le esigenze di sicurezza delle nostre comunità, i lupi siano un patrimonio naturale e anche culturale di tutto il Paese, e come tali vadano protetti e salvaguardati”.
Lo afferma su Facebook il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che nel pomeriggio ha incontrato a Torino alcuni rappresentati dei comitati a difesa del lupo che da giorni chiedono la revisione del Piano per la conservazione e gestione del lupo in Italia.
L’approvazione del Piano, spiega Chiamparino, “era inizialmente prevista per il 2 febbraio. Il nostro assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia, mi ha poi informato che dopo lunga discussione – spiega – il documento è stato approvato, salvo il punto relativo all’abbattimento selettivo dei lupi, che sarà oggetto di un approfondimento politico nelle prossime settimane”.